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    Data pubblicazione: 02/03/2010     Codice Rif.: (4-06306)
Studenti disabili rifiutati dagli istituti paritari
 
dell'On. Maria Antonietta Farina (PD) ed altri

Nuova pagina 14

Al Ministro della salute, al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, al Ministro per le pari opportunità.

Per sapere - premesso che:
nell'articolo «Figlio Down? Lo iscriva alla Statale» siglato Ver.Cu., pubblicato da Il Messaggero nella sua edizione del 26 febbraio 2010 si dà conto dalla seguente denuncia;
nel citato articolo si racconta l'odissea di un bambino di sei anni rifiutato da tre istituti privati su cinque, e nell'istituto che lo ha accolto, l'insegnante di sostegno è a carico dei genitori;
la madre del piccolo, secondo quanto riferisce Il Messaggero si sarebbe sentita «consigliare»: «Signora, ma perché non iscrive suo figlio in una scuola statale? Lì sono organizzati meglio. Noi i ragazzi disabili non li prendiamo, non sapremmo come gestirli, non abbiamo insegnanti di sostegno»;
una vera e propria discriminazione in ambito scolastico, nonostante la legge sulla parità del 2000 preveda che le scuole che ottengono il sì del ministero debbano accogliere tutti, disabili compresi, e a questo fine, infatti, ogni anno vengono stanziati appositi fondi per il sostegno;
tutto ciò in ottemperanza a quanto stabilito nel 2002 dal tribunale di Roma con apposita sentenza, e ulteriormente confermato nel 2008 dal Ministro onorevole Mariastella Gelmini, con un decreto in cui si afferma che si ottiene la parità solo se si rispettano le norme di inserimento degli alunni disabili;
nonostante la legge parli chiaro, nella realtà sembra regnare il cosiddetto «fai-da-te»; da un'inchiesta condotta dall'agenzia Dire emerge quella che non è azzardato definire una vera e propria giungla. L'agenzia Dire, infatti ha contattato telefonicamente numerose scuole private paritarie, scoprendo che molte volte il bambino disabile riceve un secco, inequivocabile «no», quando poi arriva il sospirato «sì» emergono i problemi relativi al «sostegno». Su questo punto la confusione è totale. C'è chi dice «noi non ci attiviamo neanche per averlo», scaricando la colpa sul Ministero «che non garantisce i rimborsi, che stanzia pochi fondi», chi chiede rette aggiuntive per pagare l'insegnante in più, chi contributi parziali;
quanto sopra esposto appare assai grave -:
quali iniziative, nell'ambito delle rispettive prerogative, si intendano promuovere, sollecitare e adottare in relazione a quanto sopra esposto;
in particolare se non si ritenga di dover effettuare un'indagine conoscitiva per accertare quanti istituti privati tengano condotte non conformi alla legge che impone alle scuole paritarie l'accettazione di allievi disabili;
se non si ritenga di dover intervenire con urgenza perché discriminazioni come quelle denunciate dall'interrogante, abbiano a finire e quali iniziative si intendono promuovere per garantire un maggior sostegno alle famiglie con figli disabili.


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