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    Data pubblicazione: 18/03/2010     Codice Rif.: (4-06551)
Internet e gli anni di piombo, caccia ai latitanti
 
dell'On. Marco Beltrandi (PD) ed altri

Nuova pagina 1

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro degli affari esteri, al Ministro della giustizia, al Ministro dell'interno.

Per sapere - premesso che:
Internet è il più grande mezzo di comunicazione di massa della storia dell'umanità e ciò sia in termini di destinatari dell'informazione sia in termini di produttori di informazione;
un post su un blog, o strumenti consimili, ad alta visibilità, possono contribuire a formare o consolidare movimenti di opinioni, ed essere utilizzati per dar vita a manifestazioni di varia natura;
come per ogni strumento, le finalità perseguite tramite la rete, dipendono dalla volontà dell'agente e non dal mezzo stesso;
a questo proposito, a seguito della diffusione on line di dati riguardanti noti terroristi, la stampa e la tv, specificamente un servizio del TG5 trasmesso in data 29 novembre 2009, hanno fatto emergere la notizia riguardante alcuni latitanti degli anni di piombo - segnatamente Alessio Casimirri e Guglielmo Guglielmi. Costoro, macchiatisi di reati gravissimi, sarebbero facilmente rintracciabili in rete;
le persone di cui sopra hanno segnato tragicamente la storia del nostro Paese perché, il brigatista Alessio Casimirri ha preso parte al gruppo di fuoco del sequestro dell'onorevole prof. Aldo Moro ed, in seguito a tali crimini, è stato condannato a undici ergastoli;
in rete compaiono persino il suo numero di telefono, così come alcune foto da sommozzatore;
costui sarebbe l'ultimo latitante del caso Moro. È cittadino nicaraguense da oltre 15 anni, pur avendo l'Italia contestato le modalità di ottenimento del relativo passaporto;

Guglielmo Guglielmi è stato invece condannato a 30 anni e a 9 anni di carcere per duplice omicidio - pene mai scontate - ed apparteneva alle «unità combattenti comuniste» da cui si generò la «Brigata 28 marzo» che poi colpì a morte il giornalista Walter Tobagi. Anche lui sarebbe rintracciabile on line e, secondo altre fonti, sembrerebbe persino aver ottenuto un passaporto diplomatico per collaborare con le Nazioni Unite. Risiederebbe in Nicaragua di cui è cittadino dal 1989;
non esiste un quadro di accordi internazionali tra il nostro Paese ed il Nicaragua per richieste di estradizione di connazionali che abbiano commesso reati sul nostro territorio;
per l'eventuale ottenimento dell'estradizione, l'unico strumento utilizzabile, è quello del rapporto politico-diplomatico tra i due Stati, esercitando quella moral suasion utile al riguardo;
non esistono, altresì, accordi per la cooperazione giudiziaria tra i due Paesi, che consentano almeno lo svolgimento delle minime attività istruttorie;
i fatti sopra riportati, ove trovassero riscontro, rappresenterebbero, ad avviso degli interroganti, un grave vulnus allo stato di diritto e una grave ed ulteriore ingiustizia nei confronti dei familiari delle vittime -:
se quanto riportato in premessa corrisponda al vero;
se esista e, nell'eventualità positiva, da quali uffici della pubblica amministrazione sia svolta, un'azione sistematica di monitoraggio della rete, alla ricerca di notizie utili alla collettività;
se i Ministri interrogati non ritengano opportuno assumere le iniziative di competenza, conformemente agli usi formali ed informali propri del diritto internazionale che disciplina fattispecie di questo tipo, relativamente ai due specifici casi riportati in premessa;
se non ritengano opportuno effettuare approfondimenti presso le Nazioni Unite, per chiarire la posizione rivestita in quella organizzazione, da Guglielmo Guglielmi.


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