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    Data pubblicazione: 04/08/2010     Codice Rif.: (4-08331)
Rapporto annuale di Amnesty International sui diritti umani: quali saranno le iniziative future del Governo?
 
Dell' On Augusto Di Stanislao (Idv)

Al Ministro degli affari esteri, al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
nel mese di maggio 2010 è stato presentato, presso l'Associazione della stampa estera di Roma, il rapporto annuale di Amnesty International che traccia un quadro sul rispetto dei diritti umani nel mondo nell'arco di tempo compreso tra gennaio e dicembre 2009. Il rapporto segnala violazioni in 159 Paesi e accusa i Governi di anteporre i propri interessi politici al rispetto della giustizia internazionale;
dal rapporto emerge che 111 Paesi sono colpevoli di aver perpetrato torture e maltrattamenti, in 55 Paesi si celebrano processi iniqui, in 96 Paesi sono in vigore restrizioni della libertà di stampa, in almeno 48 Paesi sono imprigionati dissidenti politici;
Amnesty International ha lanciato un appello particolarmente forte al Governo italiano per abolire il reato di «immigrazione clandestina»
. Nel Rapporto si legge che: «Le autorità italiane hanno messo a repentaglio i diritti di migranti e richiedenti asilo, lasciandoli in mare per giorni senza acqua e cibo». Bocciata anche l'assenza del reato di tortura nel codice penale italiano, che si sarebbe potuto applicare al caso di Stefano Cucchi, morto dopo una settimana di detenzione per sospetti maltrattamenti e abusi da parte delle forze dell'ordine. È inaccettabile, secondo l'organizzazione per i diritti umani, anche la condizione dei rom italiani, «vittime di sgomberi forzati illegali a Roma e Milano, e a cui è impedito un equo accesso all'istruzione, all'alloggio, alle cure sanitarie e all'occupazione»;
il presidente della sezione italiana di Amnesty International, nel corso della presentazione del rapporto annuale ha affermato che: «I governi devono assicurare

che nessuno si ponga al di sopra della legge e che ogni persona abbia accesso alla giustizia, per tutte le violazioni dei diritti umani subite. Fino a quando i governi non smetteranno di subordinare la giustizia agli interessi politici, la libertà dalla paura e dal bisogno rimarrà fuori dalla portata della maggior parte dell'umanità»;
l'organizzazione per i diritti umani ha pertanto rinnovato la richiesta ai Governi di garantire che renderanno conto del loro operato, dare piena adesione alla Corte penale internazionale e assicurare che i crimini di diritto internazionale saranno sottoposti a procedimenti giudiziari ovunque nel mondo. Agli Stati che rivendicano una leadership globale, tra cui quelli del G20, compete la responsabilità specifica di dare l'esempio -:
quale sia la posizione dell'Italia, in relazione a quanto denunciato da Amnesty International;
se il Governo intenda illustrare gli obiettivi raggiunti e le iniziative future per il rispetto dei diritti umani.

 


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