Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
negli istituti carcerari tedeschi è recluso un
significativo numero di giovani italiani e di origine italiana condannati a
pene che oscillano da tre a cinque anni per reati connessi all'uso diretto,
allo spaccio e al trasporto di droga;
nei fenomeni di devianza dei giovani stranieri e di quelli di origine italiana
un peso non insignificante è dato dalle particolari e persistenti difficoltà di
integrazione che essi incontrano nel sistema formativo locale, notoriamente
rigido e selettivo;
negli altri Paesi europei i casi di reclusione di giovani d'origine italiana in
istituti di pena sono abbastanza diffusi, al punto da legittimare analoghe
preoccupazioni sull'attuale condizione di questi soggetti e soprattutto
sull'attivazione e sull'efficacia di un percorso di recupero a loro rivolto;
negli anni passati questi giovani sono stati oggetto di visite qualificate e
sistematiche di operatori di centri di recupero e di associazioni religiose di
diversa ispirazione, con lo scopo di rafforzare il sentimento della dignità
personale e di avviare una riflessione sull'esigenza di un cambiamento di vita
e di comportamento;
da qualche tempo, per ragioni organizzative e finanziarie, la rete dei contatti
si è ristretta e sfilacciata, con la conseguenza che tra i giovani reclusi si è
diffuso una sensazione di disinteresse e di abbandono da parte dello Stato
italiano, una sensazione resa più acuta dalla constatazione che altri Stati e
altre organizzazioni umanitarie, pur colpite da analoghe ristrettezze
finanziarie, hanno conservato i livelli di contatto e di iniziativa precedenti;
la mancanza di un contatto periodico da parte di assistenti sociali di lingua
italiana e di interventi volti al recupero, come corsi monografici, di
informatica, di recupero scolastico, oltre a rappresentare l'elusione di un dovere di solidarietà e di rieducazione,
rischia di comportare, in prospettiva, oneri maggiori, in considerazione della
prassi dell'amministrazione tedesca di procedere all'espulsione verso l'Italia
di molti giovani condannati per droga -:
quale sia il quadro effettivo dei giovani entro i trentacinque anni d'età
reclusi negli istituti di pena dei diversi Paesi europei;
se non ritenga di intervenire affinché la linea di
contenimento della spesa che da qualche tempo riguarda gli interventi per gli
italiani all'estero non si riversi automaticamente sulle iniziative di recupero
dei giovani italiani reclusi in istituti di pena, in modo che non si neghi a
persone che vivono un'esperienza di estremo disagio il conforto di una presenza
qualificata e la possibilità di un diverso percorso di vita.