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    Data pubblicazione: 04/08/2010     Codice Rif.: (4-08294)
Verificare il numero dei giovani entro i trentacinque anni d'età reclusi negli istituti di pena dei diversi Paesi europei
 
Dell' On Laura Garavini (Pd)

Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
negli istituti carcerari tedeschi è recluso un significativo numero di giovani italiani e di origine italiana condannati a pene che oscillano da tre a cinque anni per reati connessi all'uso diretto, allo spaccio e al trasporto di droga;
nei fenomeni di devianza dei giovani stranieri e di quelli di origine italiana un peso non insignificante è dato dalle particolari e persistenti difficoltà di integrazione che essi incontrano nel sistema formativo locale, notoriamente rigido e selettivo;
negli altri Paesi europei i casi di reclusione di giovani d'origine italiana in istituti di pena sono abbastanza diffusi, al punto da legittimare analoghe preoccupazioni sull'attuale condizione di questi soggetti e soprattutto sull'attivazione e sull'efficacia di un percorso di recupero a loro rivolto;
negli anni passati questi giovani sono stati oggetto di visite qualificate e sistematiche di operatori di centri di recupero e di associazioni religiose di diversa ispirazione, con lo scopo di rafforzare il sentimento della dignità personale e di avviare una riflessione sull'esigenza di un cambiamento di vita e di comportamento;
da qualche tempo, per ragioni organizzative e finanziarie, la rete dei contatti si è ristretta e sfilacciata, con la conseguenza che tra i giovani reclusi si è diffuso una sensazione di disinteresse e di abbandono da parte dello Stato italiano, una sensazione resa più acuta dalla constatazione che altri Stati e altre organizzazioni umanitarie, pur colpite da analoghe ristrettezze finanziarie, hanno conservato i livelli di contatto e di iniziativa precedenti;
la mancanza di un contatto periodico da parte di assistenti sociali di lingua italiana e di interventi volti al recupero, come corsi monografici, di informatica, di recupero scolastico, oltre a rappresentare l'elusione di un dovere di solidarietà e di rieducazione, rischia di comportare, in prospettiva, oneri maggiori, in considerazione della prassi dell'amministrazione tedesca di procedere all'espulsione verso l'Italia di molti giovani condannati per droga -:
quale sia il quadro effettivo dei giovani entro i trentacinque anni d'età reclusi negli istituti di pena dei diversi Paesi europei;

se non ritenga di intervenire affinché la linea di contenimento della spesa che da qualche tempo riguarda gli interventi per gli italiani all'estero non si riversi automaticamente sulle iniziative di recupero dei giovani italiani reclusi in istituti di pena, in modo che non si neghi a persone che vivono un'esperienza di estremo disagio il conforto di una presenza qualificata e la possibilità di un diverso percorso di vita.

 


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