Il Presidente Berlusconi ha richiamato i cinque punti programmatici alla base di tale disegno riformatore: il federalismo fiscale, la riforma tributaria, la riforma della giustizia, la sicurezza dei cittadini e l'immigrazione e, infine, il piano per il Sud.
Il federalismo fiscale rigoroso e solidale, uno dei pilastri della coalizione di Governo, produrrà maggiori benefici proprio per le aree più svantaggiate. Basato sulla sostituzione del criterio della spesa storica con quello dei costi standard, non comporterà maggiori costi per lo Stato e produrrà a regime una diminuzione della pressione fiscale, anche grazie al rafforzamento della lotta all'evasione fiscale.
La riforma della giustizia, una priorità per il Paese, completerà un percorso già avviato e costellato da significativi risultati. Oltre ad un intervento sulla struttura del CSM in linea con la separazione delle carriere e il rafforzamento della responsabilità dei magistrati che sbagliano, si procederà al varo della legge a tutela delle alte cariche dello Stato, a rendere ragionevole la durata dei processi, a dare attuazione al piano carceri e a proseguire la lotta contro la criminalità organizzata dove l'attuale Governo ha conseguito successi senza pari nella storia repubblicana. Tutto ciò rende indifferibile un ulteriore aumento delle risorse per il settore.
Il Mezzogiorno ha bisogno di regole che vengano rispettate e di adeguate infrastrutture materiali e immateriali, a partire dal completamento della Salerno-Reggio Calabria e dalla realizzazione del ponte sullo stretto di Messina. Se a ciò si aggiunge l'impegno per liberare il territorio dalla morsa della criminalità, misure in campo economico come gli interventi di fiscalità di vantaggio e il varo della Banca del Sud, interventi di semplificazione del mercato del lavoro e un forte sostegno al sistema educativo sarà possibile dare vita ad un'unica strategia-Paese a sostegno del Meridione e dell'intero Paese.
Convinto dunque della bontà dei risultati raggiunti dal Governo, consapevole della delicatezza del momento politico e della difficoltà della congiuntura economica internazionale, certo della possibilità di coagulare ampio consenso interno a temi fondamentali come quelli relativi alla difesa della vita, il Presidente del Consiglio ha infine rivolto un appello all'intero Parlamento affinché il Governo riceva la fiducia necessaria per completare il proprio dovere nei confronti degli italiani.
Le diverse posizioni politiche e le opinioni sull'operato del Governo, sui nuovi impegni assunti e sul quadro politico generale che ha reso necessario l'odierno passaggio parlamentare sono state svolte, in sede di discussione generale, dai sen. Giaretta, Bonino, Casson, Ghedini, Bubbico, Tonini e Zanda (PD), Ghigo, Compagna, Ciarrapico, Fantetti, Benedetti Valentini, Bornacin, Butti, Nania, D'Ambrosio Lettieri, Pastore, Gramazio, Vizzini e Quagliariello (PdL), Villari e Astore (Misto), Valditara, Contini, Saia, Menardi e Baldassarri (FLI), Lannutti, Pardi e Li Gotti (IdV), Thaler Ausserhofer, Gustavino, Poli Bortone e Bianchi (UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-IS-MRE), Bodega, Mazzatorta, Paolo Franco e Divina (LNP), Bruno (ApI).
La seduta è stata sospesa alle 14,41, in attesa della replica del Presidente del Consiglio, delle dichiarazioni di voto e della votazione sulla questione di fiducia, previste a partire dalle ore 16.
Fonte: Senato della Repubblica











