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    Data pubblicazione: 06/02/2009     Codice Rif.: (3-00527)
Chirurgia estetica
Rifacciamoci l’autostima
 
Della Sen. Luciana Sbarbati (PD)

Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:

viviamo in una società che è portata a stabilire priorità e valori in base alle mode più che sulla responsabilità e il buon senso, in cui l'immagine ha una rilevanza tale da influire perfino sull'autostima dei soggetti psicologicamente vulnerabili. In questo contesto, l'aspetto e la forma fisica divengono imprescindibili per l'affermazione personale, per la carriera, per le relazioni con l'altro sesso;

i dati SWG sono allarmanti: una donna su tre non è soddisfatta del proprio aspetto fisico, il 36 per cento delle minorenni non si piace, e la metà di queste attribuisce lo scontento al proprio seno; ma il 60 per cento delle donne intervistate (fra i 16 e i 45 anni) ha dichiarato di non avere conoscenze sufficienti su impianti e protesi e non è informata sui reali rischi che si possono correre se gli interventi non vengono eseguiti con le dovute garanzie professionali e in ambienti congrui;

stime non ufficiali rilevano che nel nostro Paese, ogni anno, circa 180 mila persone ricorrono a interventi "correttivi" non suggeriti da reali esigenze mediche, ma a soli fini estetici, senza considerare le ricadute fisiche e psicologiche che questi comportano;

le dichiarazioni di donne che hanno subito gravi danni in conseguenza di interventi estetici, che in alcuni casi hanno rischiato perfino la vita, impongono una seria riflessione;

molti genitori cedono alle richieste delle minorenni che desiderano in dono un seno nuovo in buona fede con la convinzione che il sacrificio economico possa offrire loro una opportunità in più per il futuro;

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno:

avviare una campagna di informazione affinché chi decide di far ricorso alla chirurgia estetica abbia la necessaria consapevolezza dei rischi e delle implicazioni fisiche e psicologiche che tale decisione comporta;

far sottoscrivere agli specialisti di questo settore della medicina un protocollo che li impegni a dissuadere con ogni mezzo a disposizione le pazienti minorenni che desiderassero modificare ai soli fini estetici il loro corpo e a spiegare il più chiaramente possibile ai genitori come questi interventi potrebbero non avere effetti durevoli nel tempo e provocare traumi e danni irreversibili;

che si debba superare il dato statistico e piuttosto che ottenere la tracciabilità degli interventi, pur assicurando la tutela della privacy, o imporre un divieto facilmente confuso con una limitazione della libertà dell'individuo, non debba puntare a impedire il far west della medicina estetica impedendo a operatori del settore senza troppi scrupoli di esercitare una professione per la quale - in alcuni casi - non hanno neppure i titoli.

 


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