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    Data pubblicazione: 26/11/2009
Mercin Treno 2009: Intermodalita e liberalizzazione negli scenari del trasporto ferroviario europeo.
 
Gaetano De Monte

Federmobilità, l'associazione che raggruppa i maggiori assessorati ai trasporti italiani ha organizzato un workshop di due giorni, 19 e 20 novembre il " Forum internazionale per lo sviluppo del trasporto ferroviario delle merci" nella suggestiva cornice di Villa Lubin sede del Cnel che ha dato il patrocinio alla manifestazione.

La due giorni di lavori nasce dall'esigenza di analizzare il complesso tema della modalità ferroviaria per lo spostamento delle merci, attirando l'attenzione del Governo, enti locali, istituzioni nazionali ed internazionali sulle prospettive di crescita e sulle potenzialità del settore in Italia e in Europa, anche alla luce delle ultime disposizioni un normative in materia e considerando anche la liberalizzazione in atto nel settore.

La prima giornata è stata aperta proprio da un convegno internazionale sulla liberalizzazione dei Trasporti, nel corso della stessa e della successiva giornata si sono svolti altri cinque seminari sull'intermodalità delle reti, la gestione delle infrastrutture, lo sviluppo della co-modalità e le esigenze del trasporto ferroviario delle merci a cui hanno partecipato non soltanto esponenti del mondo imprenditoriale legato al settore ma anche diversi rappresentanti del mondo politico tra i quali Alfredo Peri, presidente di Federmobilità ed assessore ai Trasporti della Regione Emilia Romagna, Luigi Grillo, presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato, e Antonio Catricalà, Presidente Antitrust.

Sin dai primi anni Novanta l'Unione Europea ha avviato un ampio processo di riforma del settore ferroviario, importante non solo dal punto di vista economico- sociale, ma anche da quello della sostenibilità ambientale, con l'obiettivo di creare un unico grande mercato ferroviario su scala europea.

Il primo ad essere interessato dagli interventi comunitari è stato il trasporto ferroviario delle merci, considerato indispensabile per il regolare funzionamento dell' economia europea e per favorire una maggiore coesione tra i Paesi membri dell'Unione. In tale ambito la politica comunitaria ha puntato sulla progressiva apertura dei mercati finanziari e sullo sviluppo dell' interoperabilità.

Le misure legislative sotto il profilo della liberalizzazione sono state il cosiddetto " primo pacchetto ferroviario ", adottato con una direttiova comunitaria del 2001 e recepito in Italia con il Dlgs 188/2003, sostanzialmente diretto a garantire l'accesso equo e non discriminatorio alle infrastrutture e a promuovere la sicurezza secondo criteri di controllo comuni in ambito europeo; e il  "secondo pacchetto ferroviario", emanato nell' Aprile 2004 e recepito in ambito nazionale con il Dlgs 162/2007, che ha portato a compimento il quadro della liberalizzazione dei servizi trasporto merci e ha istituito l'Agenzia ferroviaria europea.

Il processo di liberalizzazione ha evidenziato tuttavia una serie di problemi concreti in ordine  alla presenza di asimetrie tra i diversi gradi di apertura dei mercati ferroviari tra i vari stati membri e alla necessità per le imprese di trasporto ferroviario di gestire la riorganizzazione del settore, in termini di adeguamento delle risorse umane, di ottimizzazione delle relazioni tra i diversi operatori settoriali e di garanzia di elevati standard di sicurezza ed efficienza del sistema.

L'Italia, partita in ritardo rispetto agli altri paesi europei, dopo un periodo di intensa produzione normativa che ha portato ad una discreta produzione normativa attualmente registra una fase di stallo per quanto riguarda la concessione delle licenze ed è necessario oltre che urgente per il nostro Paese sostenere lo sviluppo del trasporto ferroviario delle merci che costituisce un elemento di maggiore competitività dell' Italia nello scenario economico europeo al fine di migliorare la situazione della mobilità, già oggi molto difficile e che diventerà ingovernabile, in assenza di azioni concrete qualora l'economia tornasse a marciare a livelli precedenti la crisi economica.

La liberalizzazione del settore non è sufficiente tuttavia a potenziare la capacità e accrescere la capacità del trasporto ferroviario delle merci, in modo da migliorare i collegamenti con i mercati centrali europei e favorire lo sviluppo economico delle regioni italiane, soprattutto quelle centrali e meridionali. E' indispensabile pertanto la costruzione di infrastrutture di linea ad alta capacità ma anche la realizzazione di un sistema di interporti e centri intermodali a servizio delle catene logistiche connesse al trasferimento delle merci dalla produzione al consumo; solo in questo modo il nostro Paese pùò concretamente rivestire il ruolo geo - politico che le compete, quello cioè di essere piattaforma logistica del Mediterraneo. L'intermodalità diventa il presupposto per un sistema efficiente, nella programmazione e gestione dei servizi; pianificare in un' ottica intermodale, con percorsi principali su ferrovia, punti di scambio ubicati in modo ottimale, percorsi iniziali e finali su strada finora è stata un'opportunità, ora diventa una necessità rapportata a problemi connessi ai costi di produzione, ambientali e di incidentalità. "Occorre una rete di corridoi dedicata esclusivamente al trasporto merci in un sistema intermodale integrato", questo è ciò che chiede Federmobilità, l'associazione che raggruppa i maggiori assessorati ai Trasporti (Regioni, Province e Comuni), attraverso le parole del suo presidente, nonchè assessore ai trasporti della Regione Emilia Romagna Alfredo Peri, il quale ha voluto esprimere anche considerazioni relative alle performance ambientali del trasporto ferroviario delle merci, " l’emergenza ambientale impone una forte riflessione sulle politiche fin qui adottate in tema di trasporto ferroviario delle merci”, spiega Peri, "Federmobilità, prima ancora che il tragico evento di Viareggio accendesse i riflettori sul tema, aveva già pensato di dedicare allo stato dell’arte dell’offerta ferroviaria per il trasporto delle merci e alle sue concrete prospettive di sviluppo, due giorni di analisi e approfondimento.

 


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