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Interrogazioni Parlamentari |
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Data pubblicazione: 08/02/2010
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Codice Rif.: (5-02445)
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| Tagli agli incentivi per le energie rinnovabili |
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| dell'On. Raffaella Mariani (PD) |
Nuova pagina 5
Al Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Per sapere -
premesso che:
l'Unione europea ha adottato il pacchetto legislativo «energia-clima»
contenente misure volte a combattere i cambiamenti climatici e a promuovere le
energie rinnovabili, che consentirà alla Unione europea di ridurre del 20 per
cento le emissioni di gas a effetto serra, di portare al 20 per cento il
risparmio energetico e di aumentare al 20 per cento la quota di energia da fonti
rinnovabili sul consumo finale di energia da qui al 2020. Tra le misure rientra
anche la direttiva 2009/28/CE sulla promozione delle energie rinnovabili, con la
quale si intende fissare obiettivi giuridicamente vincolanti per ciascuno Stato
membro, tali da incrementare l'attuale quota complessiva di energie rinnovabili
sui consumo energetico finale della Unione europea fino al 20 per cento nel
2020. Per l'Italia l'incremento finale, entro il 2020, dovrà essere non
inferiore al 17 per cento;
il principale meccanismo di incentivazione della produzione di energia elettrica
da fonti rinnovabili è costituito dai certificati verdi, introdotti
nell'ordinamento nazionale dall'articolo 11 del decreto legislativo n. 79 del
1999 per superare il vecchio criterio di incentivazione noto come CIP6;
la legge n. 244 del 2007 (finanziaria per il 2008) ha delineato una nuova
disciplina di incentivazione per gli impianti entrati in esercizio dopo il 31
dicembre 2007 che prevede in alternativa ai certificati
verdi, titoli emessi dal gestore dei servizi elettrici (GSE)
attestanti la produzione di energia da fonti rinnovabili per gli impianti di
potenza superiore a 1 megawatt, una tariffa fissa onnicomprensiva, variabile a
seconda della fonte utilizzata, per gli impianti di potenza elettrica non
superiore a 1 megawatt;
le prime direttive generali per regolare la transizione dal vecchio meccanismo
di incentivazione (certificati verdi) al nuovo (tariffa onnicomprensiva in
alternativa ai certificati verdi) e dal quale rimane esclusa la tecnologia
fotovoltaica che gode di una forma di incentivazione specifica, sono state
emanate, in attuazione della legge n. 244 del 2007, con il decreto ministeriale
18 dicembre 2008;
tra le misure incentivanti le fonti rinnovabili contenute nella legge n. 199 del
2009, si segnalano inoltre quelle che consentono ai comuni fino a 20.000
residenti di usufruire del servizio di «scambio sul posto» per gli impianti di
potenza non superiore a 200 chilowatt di cui sono proprietari, a copertura dei
consumi di proprie utenze, e a tutti i comuni di destinare aree del proprio
patrimonio disponibile alla realizzazione di impianti per l'erogazione in «conto
energia» e di servizi di «scambio sul posto» dell'energia elettrica prodotta,
da cedere a privati cittadini;
nonostante i progressi tecnologici e le politiche incentivanti, secondo i dati
diffusi dall'Enea, attualmente il costo di un megawattora prodotto da
rinnovabili è, se si esclude l'idroelettrico (75-100 euro/megawattora) e il
geotermico (80 euro/megawattora), molto alto: 140 euro/megawattora per l'eolico,
da 50 a 140 per il biogas, 240 per le biomasse, 140 per l'energia da rifiuti e
circa 500 euro/megawattora per il solare;
secondo notizie di stampa il Governo starebbe lavorando ad una riduzione
graduale degli incentivi alle energie rinnovabili, a cominciare da quelli per il
fotovoltaico;
tali notizie rischiano di destabilizzare il mercato e di bloccare gli
investimenti privati;
in questo clima di insicurezza, gli operatori del settore chiedono maggiori
certezze al Governo -:
quali informazioni possa fornire il Ministro in merito alla paventata riduzione
degli incentivi, che potrebbe compromettere lo sviluppo delle fonti rinnovabili;
quali iniziative intenda assumere il Governo per salvaguardare la promozione e
l'uso delle energie rinnovabili in grado di realizzare quella stabilità di
lungo termine di cui le imprese hanno bisogno per programmare gli investimenti.
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