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    Data pubblicazione: 19/02/2010
La comunicazione dei beni immateriali: il valore della professionalità e delle risorse. Convegno promosso da Ferpi Lazio
 
di Anna Argiolas

In occasione dell’inaugurazione della Pelanda, spazio espositivo e di produzione culturale ideato da Zoneattive all’interno dell’ex Mattatoio, nel quartiere Testaccio a Roma, si è tenuto il convegno promosso e organizzato da Ferpi Lazio: “La comunicazione dei beni immateriali: il valore della professionalità e delle risorse”.

L’occasione non poteva essere più adatta vista la trasformazione che la location ha subito grazie al restauro che ne ha permesso un riuso alternativo.

Questo è in linea con la metamorfosi che si sta realizzando negli ultimi anni a Roma, la quale da “città ferma” sta diventando “città dinamica” con idee e progetti innovativi,  che hanno portato anche a una trasformazione e uno svecchiamento dei flussi turistici che la interessano.

Il convegno, moderato magistralmente da Gioacchino De Chirico, ha messo in luce l’importanza dei beni immateriali per il territorio sia dal punto di vista delle amministrazioni pubbliche sia da quello delle aziende che operano nel settore cultura.

Hanno aperto il dibattito gli assessori alla Cultura del comune di Roma, della provincia e della regione i quali hanno sottolineato quanto sia fondamentale investire sulla cultura sia perché si tratta di un mezzo per la costruzione dell’identità collettiva della città, sia perché è un modo per arricchirla con stimoli che fanno bene alla comunità e alla sua economia. Creare un brand riconducibile alla città permette di legare ad essa tutta una serie di valori immateriali e di aumentarne notevolmente le potenzialità.

È per questo che diventa molto importante riuscire a comunicare i beni immateriali di cui è in possesso il territorio. Questa diffusione delle informazioni permette di creare uno spazio comune per la messa in rete delle politiche culturali che determina la circolazione di idee e cittadinanza, ma soprattutto permette di raggiungere l’equità nella condivisione della cultura, affinché tutti abbiano la consapevolezza dei beni immateriali di cui il territorio è in possesso.

Un caso esemplificativo è rappresentato dall’Auditorium Parco della Musica: prima aera abbandonata e poi, dopo la ri-progettazione di Renzo Piano, scoperta e apprezzata dai romani, in quanto luogo d’incontro tra realtà culturali diversissime tra di loro che riescono ad attirare sempre un numerosissimo pubblico.

Come afferma l’amministratore delegato, Carlo Fuortes, il segreto di questo successo dipende in gran parte dalla creazione di un brand al quale il pubblico riconosce una forte credibilità e, di conseguenza, identifica ogni iniziativa promossa da questo ente, come qualitativamente valida.

Avere una reputazione di questo tipo, per quanto riguarda la comunicazione dei beni immateriali, è fondamentale sia per poter competere con le altre realtà che producono cultura, sia per avere la fiducia del proprio pubblico che, nella fruizione di questi beni, mette a disposizione una tra le risorse più scarse di cui la nostra società dispone: il tempo libero.

Infine come sottolinea Roberto Grossi, Presidente di Federculture, prima di elaborare una buona comunicazione, sarebbe necessario riuscire anche ad elaborare buoni contenuti: avere una proposta culturale qualitativamente valida da diffondere.

L’incontro si è concluso con l’intervento di Gianluca Comin, il quale ha sottolineato come si possa parlare di cultura anche in termini materiali, dal momento che si configura come un importantissimo settore economico per il nostro paese. Non bisogna dimenticare infatti realtà come quella di Torino dove gli investimenti fatti per le olimpiadi invernali del 2006 hanno completamente cambiato non solo il volto della città, ma anche l’offerta culturale e le presenze turistiche.

Purtroppo però le potenzialità che la cultura offre al territorio vengono spesso sottovalutate e la crisi ha portato a tagliare i fondi ad essa destinati, anche se possiamo ancora notare la persistenza di una grande domanda di cultura da parte del pubblico.

È proprio per questo che sarebbe auspicabile una maggiore collaborazione tra pubblico e privato nella costruzione di progetti comuni per iniziative culturali di lunga durata o permanenti, che siano capaci di portare valore ad entrambe le parti e che offrano al pubblico prodotti diversificati a seconda dei target. Questo significa che la scelta delle partnership deve essere fatta con criterio e dipenderà dai progetti che si vogliono portare avanti, ma anche che vanno soddisfatti diversi pubblici, che non sempre corrispondono alla massa. Bisogna tenere conto infine, del fatto che non sempre il successo di un’iniziativa può essere valutato a seconda della risonanza mediatica dalla quale sarà accompagnata.

Il Presidente ha concluso dicendo che Ferpi ha tutte le carte in tavola per candidarsi come consulente per aziende e amministrazioni, nell’elaborazione di idee e cultura, in quanto portatrice di professionisti di una comunicazione qualificata e autorevole.


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