In occasione dell’inaugurazione della Pelanda, spazio espositivo e di produzione culturale ideato
da Zoneattive all’interno dell’ex Mattatoio, nel
quartiere Testaccio a Roma, si è tenuto il convegno promosso e organizzato da Ferpi Lazio: “La comunicazione dei beni immateriali: il
valore della professionalità e delle risorse”.
L’occasione
non poteva essere più adatta vista la trasformazione che la
location ha subito grazie al restauro che ne ha permesso un riuso
alternativo.
Questo
è in linea con la metamorfosi che si sta realizzando negli ultimi anni a Roma,
la quale da “città ferma” sta diventando “città dinamica” con idee e progetti
innovativi, che
hanno portato anche a una trasformazione e uno svecchiamento dei flussi
turistici che la interessano.
Il
convegno, moderato magistralmente da Gioacchino De Chirico, ha messo in luce
l’importanza dei beni immateriali per il territorio sia dal punto di vista
delle amministrazioni pubbliche sia da quello delle aziende che
operano nel settore cultura.
Hanno
aperto il dibattito gli assessori alla Cultura del comune di Roma, della
provincia e della regione i quali hanno sottolineato
quanto sia fondamentale investire sulla cultura sia perché si tratta di un
mezzo per la costruzione dell’identità collettiva della città, sia perché è un
modo per arricchirla con stimoli che fanno bene alla comunità e alla sua
economia. Creare un brand riconducibile alla città permette di legare ad essa tutta una serie di valori immateriali e di aumentarne
notevolmente le potenzialità.
È per questo che diventa molto importante riuscire a comunicare i beni immateriali di
cui è in possesso il territorio. Questa diffusione delle informazioni permette
di creare uno spazio comune per la messa in rete delle politiche culturali che
determina la circolazione di idee e cittadinanza, ma
soprattutto permette di raggiungere l’equità nella condivisione della cultura,
affinché tutti abbiano la consapevolezza dei beni immateriali di cui il
territorio è in possesso.
Un
caso esemplificativo è rappresentato dall’Auditorium Parco della Musica: prima
aera abbandonata e poi, dopo la ri-progettazione di
Renzo Piano, scoperta e apprezzata dai romani, in quanto luogo d’incontro tra
realtà culturali diversissime tra di loro che riescono
ad attirare sempre un numerosissimo pubblico.
Come
afferma l’amministratore delegato, Carlo Fuortes, il
segreto di questo successo dipende in gran parte dalla creazione di un brand al
quale il pubblico riconosce una forte credibilità e,
di conseguenza, identifica ogni iniziativa promossa da questo ente, come
qualitativamente valida.
Avere
una reputazione di questo tipo, per quanto riguarda la comunicazione dei beni
immateriali, è fondamentale sia per poter competere con le altre realtà che
producono cultura, sia per avere la fiducia del proprio pubblico che, nella fruizione di questi beni, mette a disposizione una tra le
risorse più scarse di cui la nostra società dispone: il tempo libero.
Infine
come sottolinea Roberto Grossi, Presidente di Federculture, prima di elaborare una buona comunicazione,
sarebbe necessario riuscire anche ad elaborare buoni contenuti: avere una
proposta culturale qualitativamente valida da diffondere.
L’incontro
si è concluso con l’intervento di Gianluca Comin, il quale ha sottolineato come si possa parlare di
cultura anche in termini materiali, dal momento che si configura come un
importantissimo settore economico per il nostro paese. Non bisogna dimenticare infatti realtà come quella di Torino dove gli investimenti
fatti per le olimpiadi invernali del 2006 hanno completamente cambiato non solo
il volto della città, ma anche l’offerta culturale e le presenze turistiche.
Purtroppo
però le potenzialità che la cultura offre al territorio vengono
spesso sottovalutate e la crisi ha portato a tagliare i fondi ad essa destinati,
anche se possiamo ancora notare la persistenza di una grande domanda di cultura
da parte del pubblico.
È
proprio per questo che sarebbe auspicabile una maggiore collaborazione tra
pubblico e privato nella costruzione di progetti comuni per iniziative
culturali di lunga durata o permanenti, che siano capaci di portare valore ad
entrambe le parti e che offrano al pubblico prodotti diversificati
a seconda dei target. Questo significa che la scelta delle partnership
deve essere fatta con criterio e dipenderà dai progetti che si vogliono portare
avanti, ma anche che vanno soddisfatti diversi pubblici, che non sempre
corrispondono alla massa. Bisogna tenere conto infine, del fatto che non sempre
il successo di un’iniziativa può essere valutato a seconda
della risonanza mediatica
dalla quale sarà accompagnata.
Il Presidente ha concluso dicendo che Ferpi ha
tutte le carte in tavola per candidarsi come consulente per aziende e
amministrazioni, nell’elaborazione di idee e cultura, in quanto portatrice di professionisti
di una comunicazione qualificata e autorevole.