Al
Ministro della difesa, al Ministro della giustizia, al Ministro dell'interno.
- Per sapere - premesso che:
il 24 giugno 2010 sul quotidiano La Repubblica è apparso un articolo scritto
da Caterina Pasolini intitolato: «Lecco, denuncia
contro i carabinieri: Mi hanno preso a calci e torturato»; sottotitolo: «Isidro Diaz, di origini argentine ma da 23 anni in Italia:
timpani perforati e distacco della retina. Viene difeso dagli stessi legali
delle famiglie Cucchi e Aldovrandi»;
l'articolo racconta la vicenda di Isidro
Diaz, 41 anni, dei quali 23 vissuti in Italia dove, nel lecchese, gestisce
l'allevamento di cavalli «Dal Gaucho»;
il 5 aprile 2010 l'uomo,
di ritorno da una gara di monta di vitelli, viene fermato, mentre è alla guida
della sua Mercedes, dai carabinieri vicino a Voghera, sulla Torino-Piacenza.
I militari sostengono di averlo fermato al termine di un lungo inseguimento a
folle velocità, mentre la persona fermata racconta una storia completamente
diversa: «Vedo che hanno le pistole in pugno, ho in
macchina il coltello che mi serve per i cavalli, glielo mostro per
consegnarglielo. Mi sono addosso, mi ammanettano e poi calci e pugni in testa,
mi trascinano sull'asfalto. In caserma mi trattavano come un pallone,
buttandomi contro il muro. Mi dicevano: devi morire. Provo a chiamare un amico,
mi strappano il cellulare. Alla fine ho firmato qualsiasi carta anche perché
non mi chiamavano un medico»;
dopo il suo fermo, Isidro Diaz è stato operato agli
occhi 6 volte per distacco della retina e ha i timpani perforati. Il medico
legale avrebbe certificato che le ferite sarebbero compatibili con il pestaggio
denunciato dall'uomo;
sulla vicenda il sociologo Luigi Manconi, ex
Sottosegretario alla giustizia ed attualmente presidente dell'associazione «A
Buon Diritto», ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Una
storia assurda. Qualunque sia l'imputazione uno deve avere tutte le garanzie,
pena la rinuncia dello Stato ad essere uno stato di diritto, perché la
legittimità giuridica e morale dello stato è affidata alla capacità di
garantire l'incolumità delle persone affidategli»;
Isidro Diaz, condannato a un anno poi commutato in due di
libertà controllata per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni (8 giorni di
prognosi ai militari), dopo aver patteggiato la pena ha presentato una denuncia contro i militari per
percosse, allegando le immagini del suo volto stravolto dalle botte e della
schiena martoriata. Nonostante l'uomo abbia riconosciuto in foto i carabinieri
che lo hanno aggredito, la sua denuncia, secondo quanto riferito dagli organi
di stampa, sarebbe a pochi passi dall'archiviazione -:
se, data la gravità dell'accaduto, intendano, negli ambiti di rispettiva
competenza, avviare un procedimento interno nei confronti dei carabinieri che
hanno proceduto al fermo del giovane Isidro Diaz ai
fini di ricostruire la vicenda nei minimi particolari, affinché vengano
chiariti i fatti, individuati gli eventuali responsabili ed adottate le
opportune sanzioni disciplinari nei loro confronti.