Ai Ministri dell'interno e per i
rapporti con le Regioni - Premesso che:
il Sindaco di
Livorno, nell'esercizio autonomo del proprio potere, ha voluto nominare Marco
Solimano quale Garante dei diritti dei detenuti del Comune;
Marco Solimano, già consigliere
comunale DS per due legislature e presidente dell'associazione di promozione
sociale (Arci) Livorno, è stato, durante gli "anni di piombo",
esponente del gruppo terroristico sovversivo "Prima Linea", la
formazione armata più vasta dopo le Brigate rosse con 23 omicidi commessi e 923
militanti processati;
considerato che:
tale ipotesi di
nomina ha suscitato la vibrata protesta dell'Associazione italiana delle
vittime del terrorismo, che ha invitato il Sindaco a "recedere da questa
gravissima iniziativa e a rivolgere a tutte le forze politiche, attraverso le
proprie rappresentanze, un pressante invito ad unirsi nel continuare a
combattere il terrorismo anche in termini culturali, richiamando la necessità
di tener alta la guardia in difesa della verità, della legalità e dei valori
democratici";
affidare ad un ex
terrorista l'incarico istituzionale di vigilare e promuovere i diritti delle
persone private delle libertà personali dà oggettivamente adito a dubbi circa
l'effettiva terzietà di un simile garante tra le
posizioni dei detenuti e quelle delle Forze dell'ordine;
ricordati i numerosi
casi, prevalenti in Toscana, di riabilitazione di ex terroristi in ruoli
pubblici, da quelli di Giovanni Senzani (ideologo
delle Brigate rosse con ergastolo per l'omicidio del fratello del pentito
Patrizio Peci, ingaggiato nel progetto regionale "Informacarcere"
tramite l'associazione Pantagruel) e di Sergio D'Elia
(condannato a 25 anni per l'omicidio, a Firenze, del giovane agente di Polizia
Fausto Dionisi, poi divenuto deputato per la Rosa nel pugno e segretario
di presidenza della Camera), a quelli di altri due dissociati come Nicola
Solimano (fratello di Marco, ex leader di Prima Linea con condanna a 25 anni) e
Corrado Marcetti (altro ex capo di Prima Linea con 25
anni), oggi rispettivamente coordinatore delle attività e direttore della
fondazione Michelucci, di cui fanno parte la regione
Toscana e i Comuni di Firenze, Pistoia e Fiesole,
si chiede di
sapere se ai Ministri in indirizzo, ciascuno per quanto di competenza,
risultino le ragioni per le quali il sindaco del Comune di Livorno intenda
attribuire il richiamato incarico istituzionale (e quindi di rappresentanza
dell'intera comunità locale) ad un ex terrorista condannato per aver attentato proprio
contro le istituzioni democratiche e quale sia la valutazione dell'intera
vicenda per gli aspetti di propria competenza.