Al Ministro dell'istruzione,
dell'università e della ricerca. -
Per sapere - premesso che:
dall'anno 2007 ad oggi sono molteplici gli articoli pubblicati sui maggiori
quotidiani e periodici nazionali (Corriere della Sera 21 luglio 2007, La Repubblica 17
ottobre 2008, La
Repubblica 14 novembre 2008, Panorama 27
novembre 2008, La
Repubblica 12 dicembre 2008, Corriere della Sera
28 marzo 2009, Libero 1o aprile 2009) che evidenziano i
problemi di gestione dell'università degli studi di Messina;
nello specifico, nei suddetti articoli, viene più volte citato il rettore
dell'università di Messina (professor Francesco Tomasello)
come indagato per una inchiesta sul concorso per la
cattedra di medicina del lavoro al policlinico e imputato per abuso d'ufficio
per un concorso per ricercatore alla facoltà di veterinaria (il cui processo è
attualmente in corso) e accusato di tentata concussione per la gestione dei
finanziamenti erogati dalla regione Sicilia e dall'università per i progetti
scientifici; nominata in alcuni dei suddetti articoli anche la consorte del
rettore, dirigente universitaria nello stesso ateneo;
per tali motivi il rettore è stato sospeso due volte dalle sue funzioni sia nel
2007 che nel 2009 dal giudice dell'udienza preliminare di Messina, rientrando
sempre al suo incarico e non presentando mai le dimissioni;
lo statuto dell'ateneo di Messina detta norme sulla durata delle cariche
accademiche: infatti, le principali cariche accademiche, originariamente di
durata triennale, dopo la modifica del 2007, hanno durata quadriennale, ed è
prevista la possibilità di essere immediatamente rieletti nella stessa carica
accademica una sola volta;
attualmente, il rettore e la maggior parte dei presidi delle facoltà si
approssimano alla scadenza del loro secondo
mandato, essendo stati eletti una prima volta
nel 2004 e poi riconfermati nel 2007;
nel novembre 2009 furono iscritte all'ordine del giorno del senato accademico
alcune proposte di modifica statuarie tra le quali anche una concernente la
proroga del mandato in corso di esaurimento del rettore e dei presidi;
quest'ultima venne ritirata a causa della contrarietà di alcuni dipartimenti;
il 30 aprile 2010 il senato accademico ha approvato la modifica dell'articolo
57 dello statuto dell'ateneo in modo da determinare la proroga di un anno a
favore di tutte le cariche accademiche in corso;
la modifica dello statuto dell'ateneo è ora alla verifica degli uffici preposti
del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca;
i dipendenti dell'università degli studi di Messina
hanno inviato al Ministro interrogato un ricorso in opposizione alla richiesta
di convalida delle decisioni assunte dal senato accademico, per la non
approvazione del provvedimento stesso;
l'articolo 6, commi 9, 10 e 11 della legge n. 168 del 9 maggio 1989 prevede il
controllo di legittimità e di merito del Ministro sugli statuti universitari;
l'articolo 2, comma 2, del decreto 28 novembre 2000
della Presidenza del Consiglio dei ministri, dipartimento della funzione
pubblica «Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche
amministrazioni» stabilisce che: «Il dipendente mantiene una posizione di
indipendenza, al fine di evitare di prendere decisioni o svolgere attività
inerenti alle sue mansioni in situazioni, anche solo apparenti, di conflitto
d'interessi. Egli non svolge alcuna attività che contrasti con il corretto
adempimento dei compiti d'ufficio e si impegna ad evitare situazioni e
comportamenti che possano nuocere agli interessi o all'immagine della pubblica
amministrazione.»;
l'articolo 5, comma 2, del suddetto decreto recita «Il dirigente... dichiara se
ha parenti entro il quarto grado a affini al secondo, o conviventi che esercitano
attività politiche, professionali e economiche che li pongano in contatti
frequenti con l'ufficio che egli dovrà dirigere o che siano coinvolte nelle
decisioni o nelle attività inerenti l'ufficio -:
se il Ministro interrogato, appreso quanto sopra espresso, ritenga o meno di
esercitare la facoltà di rinvio con richiesta di riesame in relazione alla
delibera di modifica dello statuto dell'ateneo dell'università degli studi di
Messina.