Al Ministro degli
affari esteri, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per
sapere - premesso che:
si è creata una situazione di grosso disagio per i beneficiari di pensioni INPS
italiane in Argentina;
secondo quanto riportato da Tribuna Italiana (periodico di informazione della collettività italiana residente in
Argentina - 7 luglio 2010) ben 10.384 anziani, italiani
appartenenti ad una categoria sociale debole e bisognosa, non
possono riscuotere la pensione, in quanto non avrebbero consegnato i
certificati di esistenza in vita, richiesti dall'ICBPI - Istituto di credito
banche popolari italiane, istituto al quale l'INPS ha affidato il pagamento
delle pensioni all'estero;
per poter accedere alla propria pensione, i suddetti pensionati devono recarsi
«personalmente» presso non meglio identificati uffici della Western Union -
ditta dedicata al servizio dei pagamenti internazionali;
in tal modo, subiscono disagi di ordine economico - in quanto subiscono una
ingiusta penalizzazione a causa del cambio applicato dalla Western Union che
non paga né in euro, né in dollari, ma soltanto in pesos;
inoltre, subiscono disagi di tipo fisico, in quanto gli sportelli della Western
Union non dispongono di locali di attesa idonei agli anziani; e l'attesa nei
locali pubblici espone gli stessi al rischio di rapine e aggressioni;
oltretutto, non sempre il pensionato riesce a riscuotere la propria pensione,
poiché la Western Union
ha un limite di erogazione giornaliero degli sportelli, superato il quale, il
pensionato che è rimasto fuori del tetto massimo, deve recarsi ad un altro
sportello o ritornare un altro giorno;
tale assurda situazione si è determinata, ad avviso dell'interrogante, a
seguito dell'inefficienza dell'INPS e dell'ICBPI, a cui spetta monitorare il
corretto e trasparente funzionamento del pagamento delle pensioni all'estero,
nonché della banca ITAÙ, che è effettivamente la delegata al pagamento delle
pensioni in Argentina ed è tenuta agli obblighi di verifica dell'esistenza in
vita dei pensionati -:
se i Ministri interrogati non ritengano necessario che l'INPS faccia chiarezza
sulla situazione per eliminare il disagio arrecato ai pensionati colpiti da
questa improvvida situazione che li penalizza, privandoli di un diritto
assistenziale e di sussistenza sine die;
se non ritengano urgente ed opportuno fare in modo che l'INPS fissi rapidi
meccanismi di informazione a domicilio dei pensionati
interessati in relazione alle istanze all'ente erogante, allo stesso tempo
disponendo più semplificate procedure per regolarizzare l'erogazione delle
pensioni italiane.