Al Ministro della salute - Premesso
che:
alcuni giorni fa è
apparsa una notizia sulla stampa nazionale riguardo al mancato rinnovamento
dell'autorizzazione all'immissione in commercio, scaduta il 31 maggio 2010, del
farmaco Pemine (principio attivo Pe-nicillamina
cloridato) da parte dell'azienda farmaceutica Lilly
Italia usato per la cura del morbo di Wilson;
il 17 luglio
2010 il sito on line "Corriere.it"
ha pubblicato un articolo firmato da Nino Luca,
intitolato "Cosa farò tra tre mesi senza il mio farmaco?".
Nell'articolo si legge che A. I., di 25 anni, vive in un paese della Calabria,
a Roccabernarda, in provincia di Crotone, ed è
affetta, come i suoi fratelli Franco e Anna, dal morbo di Wilson. A. I. ha lanciato una richiesta di aiuto sul web,
dichiarando che da quando è piccola assume il farmaco Pemine
che serve a tenere sotto controllo la malattia e che le garantisce di condurre
una vita "quasi" normale;
il morbo di
Wilson è una malattia genetica, autosomica recessiva.
L'alterazione genetica consiste nella mutazione del gene ATP7B che porta
all'accumulo sistemico di rame nell'organismo, con particolare rilevanza nel
cervello e nel fegato. Questo accumulo di rame provoca danni generalizzati di
carattere neurologico, ematologico ed epatico. È una
malattia progressiva e potenzialmente fatale del metabolismo del rame, che
colpisce una persona ogni 30.000;
in Italia il
morbo di Wilson è riconosciuto malattia rara nel regolamento di cui al decreto
del Ministro della sanità n. 279 del 2001;
le indicazioni
terapeutiche del Pemine sono: artrite reumatoide grave in fase attiva. Morbo di Wilson (o
degenerazione epato-lenticolare). Intossicazioni
professionali, accidentali o terapeutiche da piombo ed oro. Cistinuria o Cistinosi. Test
di Ohlsson per la diagnosi
dell'intossicazione da piombo. Lo scopo principale del trattamento è quello di negativizzare il metabolismo del rame;
la casa
farmaceutica Lilly Italia ha dichiarato di non volerlo più produrre, in quanto
sono presenti in Italia alternative di trattamento efficaci e sicure;
nel comunicato
dell'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) sulle azioni intraprese relativamente
alla gestione della carenza del medicinale Pemine (D-Penicillamine), si dichiara che il mantenimento della
terapia ai pazienti con diagnosi di morbo di Wilson, in trattamento con Pemine, sarà assicurato dall'azienda farmaceutica
Lilly, per coprire il fabbisogno di tutti i pazienti approssimativamente per i
prossimi 3 mesi e le confezioni saranno consegnate ai pazienti tramite le
strutture sanitarie pubbliche presso le quali i medesimi sono in trattamento,
si chiede di
sapere quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare per valutare
quali siano i rischi connessi all'interruzione della somministrazione del
farmaco Pemine per i malati affetti da morbo di
Wilson, alla luce del fatto che, dopo tanti anni di terapia con un farmaco, un
cambio repentino potrebbe indurre a eventuali e pericolose reazioni
nell'organismo.