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    Data pubblicazione: 26/07/2010     Codice Rif.: (5-03277)
Morbo della "mucca pazza": rendere noti i dati sui controlli e sui sequestri dopo il caso di Livorno
 
Dell' On Gaetano Nastri (Pdl)

Al Ministro della salute, al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che:
la notizia della donna livornese in fin di vita, a causa dell'encefalopatia spongiforme bovina (BSE), noto all'opinione pubblica come morbo della «mucca pazza», ripropone all'attenzione delle autorità competenti e dell'intera collettività, l'impegno nel monitorare con maggiore applicazione, i controlli stringenti sulle partite di carne che entrano nel nostro Paese;
appare evidente, a giudizio dell'interrogante, che il caso suddetto evidenzi come il livello di attenzione sul fenomeno della «mucca pazza» debba essere ancora elevato, dovendosi comprendere come e quando la donna abbia contratto il virus, verificando la provenienza della carne che ha mangiato;
al fine di rassicurare i consumatori, nonché gli operatori del settore, occorre rendere pubblici i dati sui controlli e sui sequestri di carne sospetta, connessa al morbo della «mucca pazza» effettuati negli ultimi 2 anni in Italia;
a giudizio della Coldiretti, il caso suesposto rappresenta un'eredità del lontano passato facilmente prevedibile, per i lunghi tempi di incubazione della malattia,

che non ha nulla a che fare con il consumo della carne italiana che, secondo l'associazione agricola, grazie ai rigidi controlli introdotti con successo dal 2001 per far fronte all'emergenza della BSE, è del tutto sicura -:
quale sia al momento la situazione in Italia, con riferimento al numero dei sequestri effettuati di carne ritenuta sospetta proveniente dall'estero, ma anche prodotta e venduta nel nostro Paese;
se sussistano attualmente pericoli, in considerazione del caso avvenuto a Livorno ed esposto in premessa, per i consumatori di carne nel nostro Paese e, in caso affermativo, quali iniziative intendano intraprendere al fine di tutelare i consumatori di carne;
se non ritengano infine rendere pubblici i dati sui controlli e sui sequestri avvenuti negli ultimi anni nel nostro Paese.

 


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