Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:
fonti d'informazione hanno riferito che il numero delle linee mobili di Telecom Italia, più precisamente il numero delle utenze del
gestore di telefonia mobile TIM, sarebbe pari a 30,4 milioni, in decremento significativo rispetto ai 34, 8 milioni di abbonati
dichiarato nell'anno 2008;
il dato è di per sé emblematico di quella che all'interrogante appare una
inadeguata capacità competitiva di una società in evidente involuzione,
nonostante le aspettative, diverse e contrapposte, che il processo della sua
privatizzazione, iniziato nel 1997, sembrava postulasse;
al tempo della gestione pubblica di Telecom Italia,
la società implementava investimenti, occupazione e la disponibilità e
l'utilizzo di tecnologie avanzate, mentre oggi manifesta corpose criticità
nelle quali è dato di riscontrare una sorta di dissipazione di quel cospicuo
patrimonio lasciato «in eredità» al mercato;
in effetti, nel piano industriale per il triennio 2010-2012, l'azienda ha previsto
oltre 6.800 esuberi, in relazione ai quali ha avviato, molto recentemente, le
procedure per il licenziamento di 3.700 dipendenti nel 2011 -:
se il Governo non intenda, nel pieno rispetto della normativa, subordinare la
fruizione, da parte del gruppo Telecom
Italia, di qualsiasi misura di sostegno o di intervento di parte pubblica
all'analisi e alla verifica delle ragioni dei risultati operativi di gestione,
con specifico riguardo alla perdita delle quote di mercato.