Al Ministro degli
affari esteri, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro
dell'economia e delle finanze.
- Per sapere - premesso che:
il 22 maggio 1995, è stato firmato a Roma il nuovo accordo italo-canadese
di sicurezza sociale (unitamente alla firma dell'Intesa amministrativa di applicazione) che avrebbe dovuto sostituire il precedente
accordo, firmato nel 1977 ed entrato in vigore nel 1979;
il 12 luglio 2000, il Senato della Repubblica ha approvato il disegno di legge
n. 4558 per la ratifica e l'esecuzione
del nuovo accordo di sicurezza sociale tra Italia e
Canada, trasmesso poi alla Camera dove è diventato atto Camera 7210;
il 31 ottobre 2000 la
XI Commissione e il 6 dicembre 2000 la III Commissione
della Camera dei Deputati hanno espresso parere favorevole al citato atto
Camera 7210;
il nuovo accordo era nato dall'esigenza di considerare l'evoluzione normativa
intervenuta nelle legislazioni dei due Paesi dall'entrata in vigore del
precedente accordo e di migliorare la qualità di uno strumento di tutela
sociale dei lavoratori migranti e di garantire una più rapida erogazione delle
prestazioni previdenziali rispetto a quanto assicurato dall'accordo attualmente
in vigore;
l'accordo non solo conferma e consolida i benefici già previsti dal 1979 ma
prevede dei miglioramenti della normativa relativi alle prestazioni
pensionistiche, ai distacchi dei lavoratori e ai collegamenti tra gli enti
previdenziali dei due Paesi, che rendono più ampia, equa e aggiornata la tutela
sociale;
il Parlamento canadese ha da parte sua già da tempo approvato il nuovo accordo
sottolineando come esso avrebbe rafforzato le relazioni tra i due Paesi;
a partire dall'anno 2000 il Ministero degli esteri italiano ha inserito
l'accordo nell'elenco di quelli i cui oneri vanno inseriti ogni anno nella
richiesta di fondi relativa alla legge finanziaria per l'anno successivo,
mentre sono andati diminuendo progressivamente di anno in anno gli stanziamenti
per il bilancio del Ministero degli affari esteri, non consentendo di disporre
delle somme necessarie per l'avvio a ratifica dell'accordo con il Canada;
come illustrato nella relazione tecnica al disegno di legge n. 4558 approvato
dal Senato, l'entrata in vigore del nuovo Accordo non comporta oneri
amministrativi aggiuntivi, non prevede oneri organizzativi a carico di regioni
o enti locali, non prevede oneri finanziari, organizzativi e burocratici a
carico dei cittadini e delle imprese, ma solo oneri finanziari aggiuntivi, per
il pagamento delle prestazioni, di modesta entità rispetto a quelli già
esistenti in costanza di vigenza dell'accordo attuale;
l'INPS aveva calcolato per il 2005 che tali oneri finanziari aggiuntivi
superavano di poco la spesa di un milione di euro a fronte di grandi benefici
per i nostri connazionali che in Canada superano le 110.000 mila unità;
per di più, il Ministero degli esteri nel 2007 ha organizzato una
riunione interministeriale con i rappresentanti dei dicasteri e organismi
tecnici coinvolti nel procedimento di ratifica (Ministero dell'economia e
finanze, Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Ministero della
salute, INPS) chiedendo di effettuare una approfondita verifica dei dati relativi
agli oneri che costituiscono la base su cui vengono effettuati i calcoli per
degli oneri per tale tipo di accordi. A seguito di tale azione, le operazioni di aggiornamento degli oneri per il 2007 hanno portato per
il Canada, come auspicato, a una consistente riduzione degli oneri stessi. Si è infatti passati da euro 1.037.000.00 per il 2005 a euro 533.000.00 per
gli oneri aggiornati al 2007;
svariate sono state le risoluzioni approvate nelle passate legislature alla
Camera che, in relazione a vari accordi di sicurezza sociale, tra cui quello
con il Canada, impegnavano il Governo ad adottare iniziative volte a garantire
la ratifica della citata convenzione entro una certa data e di graduarne
l'attuazione sulla base delle risorse reperite -:
quali iniziative urgenti si intendano adottare affinché il nuovo accordo di
sicurezza sociale tra l'Italia ed il Canada possa finalmente entrare in vigore,
per onorare così gli impegni presi con il Governo canadese e con le
collettività dei cittadini italiani residenti in Canada e dei cittadini
canadesi residenti in Italia.