Al Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:
è obbligo di legge l'utilizzo di pallini senza piombo per la caccia nelle zone
umide da parte di titolari di concessione per l'attività venatoria;
l'Italia ha infatti aderito ad uno specifico accordo
internazionale, con la legge 6 febbraio 2006, n. 66, «Adesione della Repubblica
Italiana all'Accordo sulla conservazione degli uccelli acquatici migratori
dell'Africa - EURASIA, con Allegati e Tabelle, fatto a L'Aja il 15 agosto 1996», che prescrive il divieto di
utilizzare l'uso dei «pallini» di piombo nelle «zone umide»;
il piombo dei comuni pallini da caccia, quando manca il bersaglio, finisce
infatti nei cicli biologici inquinando l'ambiente ed intossicando gli animali.
La sindrome da intossicazione da piombo si chiama saturnismo e può colpire
anche gli esseri umani;
gli uccelli usano tenere nel gozzo alcuni sassolini e spesso pallini di piombo dispersi dai cacciatori: li usano per «masticare» il cibo prima
di avviarlo allo stomaco. Nello stomaco il piombo incontra
un ambiente molto acido e
passa in soluzione sotto forma di
sali solubili. Bastano tre piombini ingeriti al posto dei sassolini per
avvelenare molte specie di avifauna e facilmente
entrare quindi nella catena alimentare umana, se commestibili;
la problematica è stata oggetto di un precedente atto di sindacato ispettivo,
il n. 4-03303, al quale il Sottosegretario Menia,
dopo quella che appare una parafrasi descrittiva del problema presentato
dall'interrogazione, così risponde: «[...] Al momento, in Europa, l'impiego del
piombo per le munizioni è stato vietato in ogni forma di caccia in Norvegia,
Danimarca, Svezia e Paesi Bassi, mentre in altri stati analoghe misure sono
state adottate in ambiti locali. Anche in Italia è
auspicabile un rapido superamento dell'uso di piombo nelle munizioni da caccia
sull'intera superficie nazionale. Sul mercato internazionale esistono già
numerose valide alternative al piombo, alcune delle
quali, peraltro, risultano caratterizzate da costi paragonabili a quelli delle
cartucce tradizionali. L'abbassamento dei costi in genere si
verifica in relazione all'incremento della domanda e alla conseguente
espansione del prodotto sul mercato: in paesi come la Danimarca, dove le
munizioni contenenti piombo non possono essere utilizzate dal 1993, quelle in acciaio sono calate fortemente di prezzo, divenendo
competitive anche sotto l'aspetto economico»;
la sopraccitata risposta non fornisce una soluzione alla questione sollevata
dagli interroganti nella precedente interrogazione a risposta scritta -:
quali iniziative intenda assumere il Ministro interrogato per dare effettività
all'accordo sottoscritto dall'Italia sul totale divieto di utilizzo di pallini
di piombo nella zone umide a tutela dall'ambiente, della salute della fauna e
dell'uomo;
se non si ritenga opportuno assumere iniziative per incentivare economicamente
la produzione di munizionamenti non tossici, di cui le aziende italiane sono produttrici
leader nel mondo.