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    Data pubblicazione: 27/07/2010     Codice Rif.: (4-08146)
Restituire alle rispettive famiglie i resti di centinaia di «briganti» meridionali conservati al Museo di antropologia criminale «Cesare Lombroso» di Torino
 
Dell' On Domenico Scilipoti (Idv)

Al Ministro della giustizia, al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che:
il 27 novembre 2009 è stato riaperto il Museo di antropologia criminale «Cesare Lombroso» dell'università di Torino;
presso lo stesso museo crani e altre sezioni del corpo di centinaia di «briganti» meridionali (mescolati con quelli di criminali e malati di mente), giacciono in una sorta di «fossa comune» e sono esposti in quell'occasione in grande evidenza;
tra i pochissimi resti identificabili, ci sono quelli di Giuseppe Villella, presunto «brigante» nato a Motta Santa Lucia - provincia di Catanzaro - nel 1803 e morto in carcere a Pavia nel 1872;
le più recenti e aggiornate ricerche storiografiche testimoniano ormai definitivamente la natura politica del cosiddetto «brigantaggio» post-unitario, fenomeno vasto, articolato e tutt'altro che inquadrabile in un contesto di ordinaria delinquenza o di follia criminale (v. la Guida alle fonti per la storia del brigantaggio postunitario conservate negli Archivi di Stato, a cura del Ministero per i beni e le attività culturali, ufficio centrale per i beni archivistici);
il «brigantaggio» fu un fenomeno drammatico con conseguenze pesantissime ai danni delle popolazioni meridionali ed in particolare calabresi e lucane con episodi intollerabili di violenza che arrivarono fino alla decapitazione sistematica della nostra gente da parte delle truppe piemontesi (Fondo Brigantaggio, Archivio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, Busta 60);
le teorie di Cesare Lombroso, molto spesso legate alle origini dello stesso razzismo nazista, hanno rivelato tutta la loro inattendibilità scientifica;
lo stesso Lombroso fu per diversi anni medico al seguito delle truppe piemontesi (circa 120.000 unità) impegnate nella sanguinosa repressione del «brigantaggio» nelle Calabrie e nel resto dell'ex Regno delle Due Sicilie;
in maniera del tutto immotivata dal punto di vista scientifico, Cesare Lombroso fece di Giuseppe Villella il simbolo della sua folle teoria sulle «fossette occipitali» e, quindi, il simbolo di tutta la delinquenza calabrese e meridionale contribuendo in maniera nefasta alla creazione di preconcetti razzisti (e mai del tutto cancellati) nei confronti della nostra gente giudicata «geneticamente inferiore» o «pericolosa»;
a 150 anni dall'unificazione italiana ed in vista di celebrazioni che, secondo i pareri più diffusi, ormai, dovrebbero essere finalizzate alla ricostruzione di una memoria storica nazionale finalmente condivisa, si ritiene doveroso richiedere la restituzione dei resti di Giuseppe Villella;
la restituzione dei resti di Giuseppe Villella avrebbe un profondo valore simbolico come gesto di vera riconciliazione nazionale, segno della sempre più necessaria ricostruzione della verità storica e dell'attesa restituzione di giustizia e dignità nei confronti di Giuseppe Villella, dei suoi eredi, dell'intera cittadinanza di

Motta Santa Lucia, simbolo, infine, del riscatto di tutte le popolazioni calabresi e meridionali;
la giunta comunale del comune di Motta Santa Lucia, presieduta dal sindaco, avvocato Amedeo Colacino, ha deliberato, dandone delega allo stesso sindaco, di proporre alle istituzioni interessate la restituzione dei resti del concittadino Giuseppe Villella, conservati presso il museo di antropologia criminale «Cesare Lombroso» dell'università di Torino, inviando copia del presente atto deliberativo al Ministro della giustizia (competente per i musei criminologici), al direttore del museo criminologico di Torino «Cesare Lombroso» e, per conoscenza, al Ministro per i beni e le attività culturali, al presidente della regione Calabria, al presidente della provincia di Catanzaro -:
se e quali iniziative di competenza si intendano assumere al fine di procedere ad una rapida restituzione dei miseri resti del «brigante» Giuseppe Villella alla famiglia e alla sua città;
se e quali iniziative di competenza si intendano assumere al fine di procedere ad una rapida restituzione, di tutti i resti identificati, meridionali e non, alle rispettive famiglie e città per ottenere degna, cristiana e civile sepoltura.

 


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