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    Data pubblicazione: 27/07/2010     Codice Rif.: (4-08169)
Garantire correttezza e imparzialità nel mondo della grande distribuzione commerciale
 
Dell' On Isabella Bertolini (Pdl) ed altri

Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:
nei giorni scorsi Esselunga s.p.a. ha fatto pubblicare sui principali quotidiani nazionali un'inserzione a pagamento, con la quale denuncia un presunto «patto occulto» tra Coop Estense e il comune di Modena, volto ad impedire la costruzione di un supermercato della catena distributrice milanese, in via Canaletto a Modena, su un terreno di proprietà della stessa Esselunga, ma mai edificato per mancanza di permessi da parte dell'amministrazione comunale;
in tale inserzione Esselunga s.p.a. riassume i termini della vicenda che nel marzo 2000 la portò all'acquisto per 24 miliardi di lire di un lotto di terreno da 44.820 mq (lire 540.00 al mq) del comparto urbanistico che si affaccia sul lato nord della stazione dei treni, facendo affidamento sul programma di riqualificazione urbana (PRU) approvato dal Comune di Modena il 12 aprile 1999 e sulla scheda di piano regolatore;
il successivo progetto di piano particolareggiato di iniziativa privata allora in corso di approvazione prevedeva, fra l'altro, un supermercato con il fronte sulla via Canaletto, proprio sull'area di proprietà di Esselunga;
all'asta giudiziale del febbraio 2001, Coop estense si aggiudicò, per 23 miliardi di lire, il lotto adiacente di soli 8.834 mq (pagati lire 2.600.000 al mq), diventando partecipe del comparto e potendosi così opporre all'attuazione di quanto già programmato;

stando a quanto riportato dall'avviso pubblicato sui quotidiani, in data 24 novembre 2008, l'Assessore all'urbanistica del comune di Modena proponeva, per l'ennesima volta, ad Esselunga di insediarsi in un altro luogo e di cedere a Coop Estense il proprio lotto in via Canaletto. Se non avesse accettato o non avesse trovato un accordo con Coop Estense, il comune avrebbe cambiato le «destinazioni d'uso», cancellando l'uso commerciale;
tale intenzione dell'assessore all'urbanistica sarebbe poi stata confermata, il 4 maggio del 2009, dal sindaco di Modena;
a seguito di tali richieste Esselunga dichiarò di non rinunciare alla realizzazione del suo supermercato e che non
si sarebbe ritirata;
l'eliminazione dell'area commerciale di via Canaletto, da parte del comune di Modena, significherebbe l'eliminazione dell'unico supermercato, cioè quello di Esselunga;
l'acquisto, da parte di Coop Estense, dell'area di minori dimensioni a fianco dell'area di proprietà di Esselunga, sarebbe stata funzionale, stando alla tesi della stessa Esselunga, all'obiettivo di impedirle di costruire un proprio supermercato in area destinata ad un importante piano di riqualificazione urbanistica;
come emergerebbe dalla suddetta inserzione, il mancato rispetto della trasparenza e dell'imparzialità nella gestione, da parte del comune di Modena, delle autorizzazioni per la realizzazione di supermercati ed ipermercati, avrebbe, secondo gli interroganti, di fatto creato un danno diretto ad Esselunga ed un privilegio, seppur indiretto, a Coop Estense -:
come intenda attivarsi affinché le politiche tese a regolamentare il mondo della grande distribuzione commerciale siano improntate alla più ampia correttezza ed imparzialità, a garanzia dei diritti e degli interessi di tutti gli operatori operanti sul mercato.

 


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