Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:
nei giorni scorsi Esselunga s.p.a. ha fatto
pubblicare sui principali quotidiani nazionali un'inserzione a pagamento, con
la quale denuncia un presunto «patto occulto» tra Coop
Estense e il comune di Modena, volto ad impedire la costruzione di un
supermercato della catena distributrice milanese, in via
Canaletto a Modena, su un terreno di proprietà della
stessa Esselunga, ma mai edificato per mancanza di
permessi da parte dell'amministrazione comunale;
in tale inserzione Esselunga s.p.a. riassume i
termini della vicenda che nel marzo 2000 la portò all'acquisto per 24 miliardi
di lire di un lotto di terreno da 44.820 mq (lire 540.00 al mq) del comparto
urbanistico che si affaccia sul lato nord della stazione dei treni, facendo
affidamento sul programma di riqualificazione urbana (PRU) approvato dal Comune
di Modena il 12 aprile 1999 e sulla scheda di piano regolatore;
il successivo progetto di piano particolareggiato di iniziativa privata allora
in corso di approvazione prevedeva, fra l'altro, un supermercato con il fronte
sulla via Canaletto, proprio sull'area di proprietà
di Esselunga;
all'asta giudiziale del febbraio 2001, Coop estense
si aggiudicò, per 23 miliardi di lire, il lotto adiacente di soli 8.834 mq
(pagati lire 2.600.000 al mq), diventando partecipe del comparto e potendosi
così opporre all'attuazione di quanto già programmato;
stando a quanto riportato dall'avviso pubblicato sui
quotidiani, in data 24 novembre 2008,
l'Assessore all'urbanistica del comune di Modena
proponeva, per l'ennesima volta, ad Esselunga di
insediarsi in un altro luogo e di cedere a Coop
Estense il proprio lotto in via Canaletto. Se non avesse accettato o non avesse trovato un accordo con Coop Estense, il comune avrebbe cambiato le «destinazioni
d'uso», cancellando l'uso commerciale;
tale intenzione dell'assessore all'urbanistica sarebbe poi stata confermata, il
4 maggio del 2009, dal sindaco di Modena;
a seguito di tali richieste Esselunga dichiarò di non
rinunciare alla realizzazione del suo supermercato e che non si sarebbe
ritirata;
l'eliminazione dell'area commerciale di via Canaletto,
da parte del comune di Modena, significherebbe l'eliminazione dell'unico
supermercato, cioè quello di Esselunga;
l'acquisto, da parte di Coop Estense, dell'area di
minori dimensioni a fianco dell'area di proprietà di Esselunga,
sarebbe stata funzionale, stando alla tesi della stessa Esselunga,
all'obiettivo di impedirle di costruire un proprio supermercato in area
destinata ad un importante piano di riqualificazione urbanistica;
come emergerebbe dalla suddetta inserzione, il mancato rispetto della
trasparenza e dell'imparzialità nella gestione, da parte del comune di Modena,
delle autorizzazioni per la realizzazione di supermercati ed ipermercati,
avrebbe, secondo gli interroganti, di fatto creato un danno diretto ad Esselunga ed un privilegio, seppur indiretto, a Coop Estense -:
come intenda attivarsi affinché le politiche tese a regolamentare il mondo
della grande distribuzione commerciale siano improntate alla più ampia
correttezza ed imparzialità, a garanzia dei diritti e degli interessi di tutti
gli operatori operanti sul mercato.