Al Presidente del Consiglio dei ministri,
al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
il 16 luglio 2010, come risulta da una notizia ANSA,
il presidente del Consiglio nazionale forense, professor avvocato Guido Alpa,
in una.conferenza stampa
illustrando le ragioni della protesta dell'avvocatura ha evidenziato che il Cnf ha tra i suoi compiti istituzionali quello di esprimere
pareri sui disegni di legge che il Governo vara in materia di giustizia ed ha
lamentato che tale compito non poteva essere assolto dal Cnf
in quanto il Ministero ha più volte assunto «iniziative che il CNF apprende dai
giornali» augurandosi che il Guardasigilli «parli di processo innanzitutto con
avvocati e magistrati, che ne sono il cuore»;
martedì 20 luglio i sedici Consigli dell'ordine degli avvocati dei distretti di
Venezia, Trieste e Trento in rappresentanza degli oltre 14.000 iscritti, a
mezzo diverse conferenze stampa e comunicati stampa, che hanno trovato ampia
diffusione sulla stampa locale delle tre regioni, hanno criticato la scelta di
ovviare all'inefficienza della giurisdizione «privatizzando» la giustizia e
così, tra l'altro, sostituendo il giudice con arbitri, notai, commercialisti, o
ausiliari vari di altra natura evidenziando, come i continui interventi
disorganici sul processo civile venivano peraltro, assunti senza il necessario
e preliminare confronto con i soggetti della giurisdizione che poi dovrebbero
applicarli;
l'Avvocatura lamenta inoltre lo «stallo» in cui versa la trattazione
parlamentare del progetto di riforma professionale -:
se siano a conoscenza dei fatti sopra riportati;
se e come il Governo intenda intervenire per assicurare il necessario e
preliminare confronto con avvocati e magistrati in tema di riforma del processo
civile, rispettando così il compito istituzionale del Cnf di esprimere pareri sui disegni di legge che il Governo
vara in materia di giustizia.