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    Data pubblicazione: 27/07/2010     Codice Rif.: (4-08139)
Molti uliveti, in particolare pugliesi, flagellati dalla «lebbra dell'olivo»
 
Dell' On Luigi Vitali (Pdl)

Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
gli uliveti pugliesi, così come quelli di altre regioni, ormai da alcuni anni sono flagellati dalla cosiddetta «lebbra dell'olivo» che sta arrecando gravissimi danni anche in ragione della scarsa efficacia dei rimedi attualmente utilizzati. Si ricorda infatti che tale malattia determinata dal fungo (Gloeosporium olivarum/Colletotrichum gloeosporioides/glomerella cingulata) colpisce le drupe determinando una marcescenza delle stesse con conseguenza cascola e perdita di qualità dell'olio;
oggi la «lebbra dell'olivo» viene ad essere trattata con anticrittogamici a base di rame (poltiglia bordolese) che nell'ultimo periodo, anche e soprattutto a seguito del manifestarsi di un nuovo ceppo, sembrerebbero non avere più una grande efficacia;
in funzione di tanto si renderebbe necessario l'affiancamento di fitofarmaci che utilizzino molecole come le strobilurine nonché l'utilizzo di antiperenosporici il cui utilizzo in Italia è consentito su vigneti ed altre coltivazioni mentre risulta essere vietato per l'olivo;
la maggiore efficacia di tali trattamenti sulle piante dell'olivo sarebbe già stata accertata in Spagna ove sarebbe stata altresì verificata l'assenza di elementi di fitotossicità verso le piante e di eventuali residualità nel prodotto dell'olio di oliva -:
quali iniziative, studi e ricerche siano stati intrapresi o intendano intraprendere gli organi competenti, anche di concerto con le regioni interessate - in particolare con la regione Puglia - e con l'Osservatorio fitosanitario regionale ed all'università degli studi - facoltà di agraria, per valutare e verificare la possibilità di eventuali registrazioni e/o autorizzazioni, anche in deroga, all'utilizzo dei fitofarmaci-trattamenti innanzi indicati.

 


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