Al
Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
il quotidiano Il Mattino nella sua edizione del 21 gennaio 2010 pubblicava
un articolo del giornalista Giuseppe Crimaldi, dal significativo titolo: «L'archivio dei fascicoli? Un angolo
nel parcheggio», corredato da una significativa
fotografia, che mostra montagne di incartamenti che giacciono abbandonate in un
angolo del parcheggio, e la didascalia che spiega: «Così finisce al vento il lavoro di giudici e avvocati»;
in particolare, si tratta di centinaia e centinaia di falconi abbandonati,
gettati alla rinfusa come carta straccia per terra, «tutto tristemente abbandonato
alle intemperie, in un angolo del parcheggio della caserma Garibaldi»;
già in passato aveva suscitato sorpresa e indignazione il servizio trasmesso
dalle «Iene» su «Italia Uno», nel quale il giornalista documentava la
disarmante vulnerabilità del nuovo palazzo di Giustizia, al centro direzionale:
lo si vedeva sfilare un fascicolo da uno dei tanti
armadietti che rimanevano aperti e incustoditi nei corridoi della Torre A, sede
della giustizia civile;
nella caserma Garibaldi, sede dei giudici di pace, la situazione appare, se
possibile, perfino peggiore: il gabbiotto poco distante, si legge
nell'articolo, è «stracolmo di cartelline e fascicoli che arrivano al
soffitto. Esplode di carte, la caserma Garibaldi. Non c'è più dove conservare
la documentazione, e allora qualcuno ha pensato bene di abbandonare migliaia di incartamenti nel parcheggio, con buona pace ovviamente
del diritto alla privacy delle persone finite in un processo, ma anche
della raccolta di dati che potrebbero essere utili, se non indispensabili, nel
caso in cui i tempi dei ricorsi portino al terzo grado di giudizio»;
nel citato articolo, si riporta anche lo sconsolato giudizio dell'avvocato
Angelo Pisani: «Ecco come si amministra la giustizia qui a Napoli...Sa quanto tempo serve, adesso, per ottenere copia di una
sentenza di primo grado? Siamo arrivati a sette mesi; e la legge dispone un
periodo massimo di sei mesi per presentare i motivi di appello.
Incredibile»;
incredibili appaiono inoltre le condizioni in cui sono
costretti a lavorare gli oltre duecento giudici di pace di Napoli: «in una
stanza ci sono anche tre scrivanie, per altrettanti giudici, letteralmente
assediati da una folla vociante di convenuti... carte ovunque. E anche in questo caso ci si chiede dove inizi e dove
finisca il diritto alla riservatezza di ognuno. È un porto di mare, la caserma
Garibaldi. Lo si intuisce già pochi metri dopo il
sontuoso cancello d'ingresso: basta dirigersi verso l'ascensore che serve i
quattro piani dell'edificio. La fila per poter salire in ufficio si snoda per
oltre trenta metri» -:
se quanto riferito nell'articolo in questione corrisponda a verità;
se, essendo trascorsi sei mesi da quando l'articolo è stato pubblicato, nel
frattempo la situazione sia mutata, e comunque quali
interventi si sono adottati, promossi e sollecitati a fronte di quanto sopra
esposto ed evidenziato;
in caso negativo, a cosa si debba questa inerzia;
se non si ritenga di doversi attivare per accertare le cause di quanto
accaduto.