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    Data pubblicazione: 28/07/2010     Codice Rif.: (4-08179)
La caserma Garibaldi di Napoli sommersa dalle carte provenienti dal nuovo palazzo di Giustizia
 
Dell' On Antonietta Farina Coscioni (Pd) ed altri

 Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
il quotidiano Il Mattino nella sua edizione del 21 gennaio 2010 pubblicava un articolo del giornalista Giuseppe Crimaldi, dal significativo titolo: «L'archivio dei fascicoli? Un angolo nel parcheggio», corredato da una significativa fotografia, che mostra montagne di incartamenti che giacciono abbandonate in un

angolo del parcheggio, e la didascalia che spiega: «Così finisce al vento il lavoro di giudici e avvocati»;
in particolare, si tratta di centinaia e centinaia di falconi abbandonati, gettati alla rinfusa come carta straccia per terra, «tutto tristemente abbandonato alle intemperie, in un angolo del parcheggio della caserma Garibaldi»;
già in passato aveva suscitato sorpresa e indignazione il servizio trasmesso dalle
«Iene» su «Italia Uno», nel quale il giornalista documentava la disarmante vulnerabilità del nuovo palazzo di Giustizia, al centro direzionale: lo si vedeva sfilare un fascicolo da uno dei tanti armadietti che rimanevano aperti e incustoditi nei corridoi della Torre A, sede della giustizia civile;
nella caserma Garibaldi, sede dei giudici di pace, la situazione appare, se possibile, perfino peggiore: il gabbiotto poco distante, si legge nell'articolo, è «stracolmo di cartelline e fascicoli che arrivano al soffitto. Esplode di carte, la caserma Garibaldi. Non c'è più dove conservare la documentazione, e allora qualcuno ha pensato bene di abbandonare migliaia di incartamenti nel parcheggio, con buona pace ovviamente del diritto alla privacy delle persone finite in un processo, ma anche della raccolta di dati che potrebbero essere utili, se non indispensabili, nel caso in cui i tempi dei ricorsi portino al terzo grado di giudizio»;
nel citato articolo, si riporta anche lo sconsolato giudizio dell'avvocato Angelo Pisani: «Ecco come si amministra la giustizia qui a Napoli...Sa quanto tempo serve, adesso, per ottenere copia di una sentenza di primo grado? Siamo arrivati a sette mesi; e la legge dispone un periodo massimo di sei mesi per presentare i motivi di appello. Incredibile»;
incredibili appaiono inoltre le condizioni in cui sono costretti a lavorare gli oltre duecento giudici di pace di Napoli: «in una stanza ci sono anche tre scrivanie, per altrettanti giudici, letteralmente assediati da una folla vociante di convenuti... carte ovunque. E anche in questo caso ci si chiede dove inizi e dove finisca il diritto alla riservatezza di ognuno. È un porto di mare, la caserma Garibaldi. Lo si intuisce già pochi metri dopo il sontuoso cancello d'ingresso: basta dirigersi verso l'ascensore che serve i quattro piani dell'edificio. La fila per poter salire in ufficio si snoda per oltre trenta metri» -:
se quanto riferito nell'articolo in questione corrisponda a verità;
se, essendo trascorsi sei mesi da quando l'articolo è stato pubblicato, nel frattempo la situazione sia mutata, e comunque quali interventi si sono adottati, promossi e sollecitati a fronte di quanto sopra esposto ed evidenziato;
in caso negativo, a cosa si debba questa inerzia;
se non si ritenga di doversi attivare per accertare le cause di quanto accaduto.

 


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