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    Data pubblicazione: 28/07/2010     Codice Rif.: (4-03518)
Agevolare l'utilizzo del contratto d'inserimento per le donne residenti in aree svantaggiate
 
Dell' On Adriana Poli Bortone (Pdl)

Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per le pari opportunità - Premesso che:

il contratto di inserimento è un contratto dì lavoro istituito per agevolare l'ingresso nel mercato del lavoro di soggetti compresi tra i 18 e i 29 anni; disoccupati di lunga durata da 29 fino a 32 anni che siano alla ricerca di una occupazione da più di 12 mesi; lavoratori con più di 50 anni di età che siano privi di un posto di lavoro; lavoratori che desiderino riprendere un'attività lavorativa e che non abbiano lavorato per almeno 2 anni; persone riconosciute affette da grave handicap fisico, mentale o psichico e donne di qualsiasi età residenti in un'arca geografica in cui il tasso di occupazione femminile sia inferiore di almeno il 20 per cento a quello maschile o in cui il tasso di disoccupazione femminile superi del 10 per cento quello maschile;

il decreto legislativo n. 276 del 2003 (che disciplina il contratto di inserimento) prevedeva l'emanazione con cadenza annuale dì un decreto ministeriale tin relazione al contratto di inserimento delle donne nel mondo del lavoro, ma l'ultimo decreto ministeriale in tal senso è datato 13 novembre 2008 (decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 2008), per cui oggi il contratto di inserimento delle donne non è applicabile;

la mancanza di un decreto ministeriale inerente al contratto di inserimento delle donne penalizza soprattutto le potenziali lavoratrici del Mezzogiorno, che necessitano di un percorso normativo ad hoc;

il contratto di inserimento delle donne apporterebbe, tra l'altro, sgravi fiscali e agevolazioni anche ai datori di lavoro,

si chiede di sapere la motivazione per la quale non si è più provveduto ad adottare dal 2008 ad oggi alcun decreto tale da prolungare i benefici e le agevolazioni per le donne delle aree svantaggiate in base al rapporto tra disoccupazione e occupazione. Oltretutto la mancata previsione di un simile contratto danneggia soprattutto il Mezzogiorno d'Italia, dove l'ingresso o il reinserimento nel mondo del lavoro delle donne è particolarmente difficile. Sarebbe opportuno incentivare le misure di agevolazione a favore delle donne del Mezzogiorno e non sopprimere quelle già esistenti;

se i Ministri in indirizzo intendano procedere tempestivamente all'adozione di un decreto che reinserisca le donne tra i soggetti beneficiari del contratto di inserimento.

 

 


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