Al Ministro dell'economia e delle
finanze - Premesso che:
come segnalato
dalle Associazioni "On the Road", "Certi Diritti" e dal
"Coordinamento nazionale comunità di accoglienza", nei giorni scorsi
il Dipartimento per le pari opportunità ha inviato una nota alle postazioni
locali del numero verde antitratta in cui comunica che non sono stati reperiti
i fondi per rifinanziare le medesime postazoni e che quindi da fine luglio cesserà la loro attività;
la gravissima
decisione del Governo di operare tagli su specifiche iniziative di lotta alla
tratta della prostituzione produrrà effetti devastanti riguardo alla difesa
delle persone sfruttate obbligate a prostituirsi nelle strade italiane;
considerato che:
oltre alla
decisione di chiudere le postazioni locali del numero verde antitratta, a causa
dei tagli della manovra economica, si rilevano altri due atti altrettanto
gravi:
1) il primo è l'azzeramento dei
fondi destinati all'attività di primo contatto, in strada e indoor, per
far emergere i fenomeni della tratta e del grave sfruttamento e alla pronta
assistenza di tre mesi per le vittime che decidono di uscire dalla loro
condizione di assoggettamento (secondo quanto previsto
dall'art. 13 della legge n. 228 del 2003, "Misure contro la tratta di
persone"). Il Dipartimento per le pari opportunità ha assicurato che i
soldi, 2,5 milioni di euro, verranno, alla fine,
trovati. Ma, al momento, manca una conferma ufficiale;
2) la seconda decisione è la riduzione
di 800.000 euro dei fondi destinati, invece, ai progetti di inserimento
sociale a favore delle vittime finanziati con l'art. 18 del testo unico
sull'immigrazione di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998. Se si
considera che l'ammontare totale dei fondi stanziati è stato, negli ultimi
anni, pari a circa 4,5 milioni di euro, siamo in
presenza di un taglio di quasi il 18 per cento,
si chiede di
sapere:
se il Governo
intenda al più presto reperire 600.000 euro necessari per assicurare il
funzionamento delle postazioni locali del numero verde antitratta per tutto
l'anno 2010;
se il Ministro
in indirizzo non reputi altresì necessario convocare al più presto il tavolo
tecnico sulla tratta composto da istituzioni centrali e locali e da soggetti
appartenenti al terzo settore, istituito formalmente, ma mai realmente
attivato, per ridefinire insieme l'assetto complessivo del sistema di aiuto
alle vittime.