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    Data pubblicazione: 27/11/2007
Sarà vero che un bambino su cinque prende psicofarmaci ed antidepressivi?
 
della On. Patrizia Paoletti Tangheroni (FI)

A questa interrogazione è stato invitata a rispondere il Ministro della salute

A questa interrogazione è stato invitata a rispondere il Ministro della salute.

Per sapere - premesso che:
in Italia sempre più minori assumono psicofarmaci e antidepressivi, come il Prozac, sotto prescrizione medica; le stime ufficiali parlano ormai di un bambino su cinque e l'età minima riscontrata è di 8 anni;
i bambini italiani che assumono psicofarmaci quotidianamente vanno dai 30.000 ai 60.000 e le regioni nelle quali si sono riscontrate più prescrizioni sono Lombardia, Campania, Sicilia, Lazio e Puglia;
questi medicinali, estremamente pericolosi per la salute dei minori, vengono spesso prescritti per curare la cosiddetta ADHD, sindrome da iperattività e deficit di attenzione. Questa sindrome si pensa esista in bambini troppo attivi, sempre pronti a manifestazioni di gioia o dolore eclatanti, con basso rendimento scolastico e molto distratti. Quando i genitori non hanno tempo e forza per occuparsi di loro allora la soluzione immediata sembra essere il ricorso ai medicinali;
è stato certificato dalla Food and Drug Administration americana e dall'Agenzia Europea per il Farmaco, che gli psicofarmaci e gli antispicotici che sono prescritti dai pediatri, spesso inducono nel bambino manie suicide, in oltre 450 casi hanno portato al decesso del minore e, nel migliore dei casi, rendono il piccolo dipendente -:
se il Ministro fosse a conoscenza di questi numeri estremamente allarmanti;
se il Ministro abbia intenzione di impedire definitivamente che vengano prescritti psicofarmaci ai minori in quanto è ormai palese che essi rechino ingenti danni alla salute mentale e fisica di chi li assume e, in caso affermativo, come;

se il Ministro non ritenga opportuno promuovere iniziative pubbliche che aiutino a far capire la pericolosità di questi medicinali e la loro inutilità;
se il Ministro non intenda promuovere una campagna di informazione sulla sindrome da ADHD, per fare in modo che siano ben chiare le differenze tra questa patologia e la semplice vivacità naturale dei bambini.
(4-05752)

 


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