Veloce, velocissimo e per la
prima volta senza riserve, nasce il quarto governo Berlusconi,
il primo della XVI Legislatura , Consultazioni lampo
del Quirinale e identità di vedute tra Capo dello Satato e premier indicato dall’elettorato sulla necessità
di fare in fretta. D’altronde la lunga coda elettorale dovuta in parte anche al
ballottaggio al Comune di Roma
aveva già fatto troppi danni con i continui rilanci di
AN, Lega, Dca, Mpa tutti
alla ricerca di uno spazio ministeriale. Alla fine la lista vera Silvio Berlusconi ce l’aveva in tasca già
al momento di salire le scale del Palazzo per un lungo e, a quanto si riferisce,
cordiale colloquio.
Il quarto governo Berlusconi (quello breve del 1994 e i due governi nella quattordicesima
legislatura) è questo.
Franco Frattini (Fi) agli Esteri,
Roberto Maroni
(Lega Nord) all'Interno,
Angelino Alfano (Fi) alla Giustizia;
Ignazio La Russa (An) alla Difesa;
Giulio Tremonti (Fi) all'Economia;
Claudio Scajola (Fi) allo Sviluppo economico;
Luca Zaia (Lega) alle Politiche agricole,
Stefania Prestigiacomo (Fi) all'Ambiente,
Altero Matteoli (An) all'Infrastrutture;
Maurizio Sacconi (Fi) al Welfare,
Maria Stella Gelmini (Fi) alla Pubblica
Istruzione,
Sandro Bondi
(Fi) ai
Beni Culturali.
I 9 ministri senza portafoglio.
Umberto Bossi (Lega) Riforme;
Raffaele Fitto (Fi) dei Rapporti con le
Regioni e
Elio Vito (Fi), a lungo candidato per
via Arenula, a quelli con il
Parlamento.
Andrea Ronchi (An) andrà alle Politiche europee;
Renato Brunetta (Fi) alla Pubblica
amministrazione e Innovazione
Roberto Calderoli (Lega)
alla Semplificazione;
Giorgia Meloni (An) alle Politiche
giovanili;
Mara Carfagna (Fi) alle Pari Opportunità;
Gianfranco
Rotondi (Dca).
Fin qui i nomi fatti da Berlusconi al Quirinale. Vediamo
le figure, per così dire, di secondo piano.
Michela Brambilla, ha precisato
subito Berlusconi, "sarà viceministro
della Sanità". Mario Landolfi sarebbe candidato
a diventare viceministro con la delega per le
Comunicazioni. Sempre in quota An Alfredo Mantovano
dovrebbe diventare viceministro all'interno e Alfredo
Mantica sottosegretario agli esteri. Paolo Bonaiuti, a cui era
stato offerto un incarico ministeriale, ha rinunciato per essere sottosegretario
alla presidenza del Consiglio con la delega all'editoria e come coordinatore
della comunicazione e portavoce del governo". Carlo Giovanardi, anche lui,
per ora, fuori dall'esecutivo, potrebbe avere un posto di sottosegretario con
una delega alle droghe e al Servizio civile nazionale.