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Berrettini, il 2023 amaro del tennista romano

Matteo Berrettini sembra essere ufficialmente tornato: a Wimbledon 2023 il campione romano ha dimostrato a tutti di essersi lasciato gli infortuni alle spalle e ha dato prova di un grande tennis. Resta in lizza per il Major inglese l’altro italiano in tabellone, Jannick Sinner, tra i migliori quattro senza sfidare un big: è la prima volta nella storia di Wimbledon che un atleta arriva così avanti senza sfidare un atleta in top 70. Gli ottavi di finale raggiunti hanno un peso speciale dal momento che era la prima vera competizione da svariati mesi per il tennista romano: scegliere come nuovo debutto il più importante torneo al mondo non è da deboli di cuore. Berrettini conferma la sua preferenza per l’erba, superficie che si ritrova però essenzialmente solo nel periodo maggio-agosto. Si tratta, tuttavia, di un rientro più che tardivo considerando che si è già a oltre la metà dell’anno solare, con già tutti i Major disputati e dove, storicamente, ha sempre fatto bene. Fiore all’occhiello resta la finale di Wimbledon 2019 contro Djokovic, poi vinta dal serbo, ma ha raggiunto in carriera le semifinali di Australian Open e US Open mentre si è fermato ai quarti del Roland Garros.

Il debutto in terra inglese in questa edizione 2023 è stato il derby con un altro italiano, Lorenzo Sonego, uniti da una grande amicizia. Dopo il ko nel primo set, Berrettini ha conquistato i successivi tre e ha chiuso con un totale di 6-7, 6-3, 7-6 e 6-3, raggiungendo il secondo turno. Il tabellone del tennista romano non è agevole e già nel secondo match incontra l’australiano Alex de Minaur: non sembra però avere problemi e vince con un netto 6-3, 6-4 e 6-4. Al terzo turno si trova un altro pezzo da novanta, il tedesco Alexander Zverev, superato anche se con maggiori difficoltà. L’approdo agli ottavi di finale significa sfida a Carlos Alcaraz, campione spagnolo che sta riscrivendo i record del tennis. Dopo il primo set a favore di Berrettini, il 19enne dilaga e in quattro set chiude la pratica.

A margine dell’uscita dal torneo del Grande Slam, Berrettini ha dichiarato di essere più che soddisfatto di quanto messo in campo nelle sfide, dimostrando di essere tornato ai suoi livelli: “Ero in un limbo e alla fine ho deciso di spingere sull’acceleratore e ne sono fiero. Tutto mi diceva di fermarmi, non avevo certezze, non avevo fiducia, non avevo match sulle gambe, il fisico non si sa dove fosse…. sarebbe stato più facile stare casa e invece ho scelto la strada più difficile e questa è la cosa di cui vado maggiormente fiero e che sarà importante anche per il futuro.” I pronostici sul tennis di oggi non possono non considerarlo tra i pretendenti del futuro per quanto riguarda i maggiori tornei sull’erba. Non è un caso, infatti, il suo aver vinto per due volte consecutive il Queen’s Club Championship, tra i più prestigiosi tornei inglese che si gioca nei mesi subito precedenti a Wimbledon.

Non è riuscito nella tripletta nel 2023: il romano aveva infatti alzato bandiera bianca per ritardi nella condizione dovuti ai continui infortuni. Sommando le assenze nel 2022 e 2023, il tennista non ha mai disputato più di 4 mesi senza stop per problemi muscolari. Un dato rilevante su cui l’atleta, insieme al suo team di preparatori, dovrà necessariamente concentrarsi con l’obiettivo di ritrovare una maggiore stabilità fisica. Solo nel 2023 Berrettini ha dovuto rinunciare ai due Masters 1000 a Montecarlo e Madrid, ha iniziato ma ha alzato bandiera bianca quasi subito ad Acapulco, palcoscenico da cui dovette ritirarsi anche nel 2022.

Se il giocatore non offre una tenuta fisica ottimale, vanta invece nella stabilità mentale uno dei suoi punti di forza. Ciò è attestato da sfide in passato in cui era stato capace di ribaltare forti svantaggi senza andare in difficoltà: nel 2022, allo Swiss Open di Gstaad, Berrettini era sotto di 4 nel tie-break nel secondo set, rimontò fino a raggiungere il 7-5 ed infine trionfò nell’incontro. Nell’ultima apparizione a Wimbledon 2023 ha confermato come il suo punto forte sia il servizio, anche se Alcaraz si è distinto in alcune risposte da vero campione. Resta invece il rovescio il colpo che necessita di più miglioramenti, soprattutto quello a due mani. È chiaro che una stabilità fisica ottimale sia la chiave per poter lavorare con serenità anche sui fondamentali, giocare con il timore costante di un infortunio, infatti, impegna la mente più del necessario impedendo colpi anche semplici.