Home Intrattenimento Celebrità Chiedono Pace in Medio Oriente: Lettera Aperta a Biden

Celebrità Chiedono Pace in Medio Oriente: Lettera Aperta a Biden

Cate Blanchett, Jessica Chastain, Joaquin Phoenix, Jon Stewart e Michael Stipe sono solo alcune delle cinquantacinque celebrità che hanno firmato una lettera aperta al presidente Joe Biden, chiedendo un immediato allentamento della tensione e il cessate il fuoco a Gaza e in Israele. La lettera, visibile su Artists4Ceasefire.org, sottolinea l’importanza del ruolo diplomatico degli Stati Uniti nel porre fine alle sofferenze. La richiesta è quella di mettere fine ai bombardamenti su Gaza e di liberare gli ostaggi. La lettera è stata firmata anche da Andrew Garfield, Ayo Edebiri, Channing Tatum, Rooney Mara, Rosario Dawson, Shailene Woodley e Susan Sarandon.

Biden chiede aiuti militari per Israele e Ucraina

Il giorno prima della lettera delle celebrità, il presidente Joe Biden ha chiesto al Congresso 105 miliardi di dollari da destinare ad aiuti militari per Israele e Ucraina. Secondo il New York Times, 14 miliardi di dollari sarebbero andati a Israele per difendersi dalla guerra scoppiata quando Hamas ha invaso il Paese, causando la morte di oltre mille persone e prendendo circa 200 ostaggi. Una parte del denaro, 9 miliardi di dollari, sarebbe invece destinata agli sforzi umanitari in Israele, Gaza e Ucraina.

Bloccati i negoziati per gli aiuti umanitari a Gaza

Nel frattempo, i negoziati tra Egitto, Israele, Stati Uniti e le Nazioni Unite hanno bloccato la consegna di aiuti umanitari a Gaza. Secondo il New York Times, i funzionari hanno avuto difficoltà a trovare un accordo su questioni come l’ispezione delle consegne, che dovrebbero entrare nell’area attraverso l’Egitto.

La volontà di difendere la comune umanità

Le celebrità che hanno firmato la lettera al presidente Biden hanno sottolineato la loro volontà di difendere la comune umanità. “Siamo per la libertà, la giustizia, la dignità e la pace per tutti – e per un profondo desiderio di fermare ulteriori spargimenti di sangue”, si legge nella lettera. La loro voce si unisce a quella di organizzazioni come il Congresso, l’UNICEF, Medici Senza Frontiere e il Comitato Internazionale della Croce Rossa.