Home Intrattenimento Donatella Colasanti: L’unica sopravvissuta al massacro del Circeo – Una storia di resilienza e sopravvivenza

Donatella Colasanti: L’unica sopravvissuta al massacro del Circeo – Una storia di resilienza e sopravvivenza

Donatella Colasanti è una figura di grande rilievo nella storia del crimine italiano, conosciuta per la sua straordinaria forza e resilienza. È l’unica sopravvissuta a uno degli eventi più orribili che abbiano mai scosso l’Italia: il Massacro del Circeo, che ha ispirato la serie televisiva omonima con Greta Scarano.

Il Massacro del Circeo: i fatti

Il Massacro del Circeo è un caso di rapimento, stupro e omicidio avvenuto a San Felice Circeo, in provincia di Latina, tra il 29 e il 30 settembre 1975. Le vittime sono state due giovani amiche, Donatella Colasanti e Rosaria Lopez, che sono state attirate con l’inganno da Gianni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira in una villa di proprietà della famiglia di quest’ultimo, sotto il falso pretesto di una festa. Qui sono state sottoposte a torture estreme, che hanno portato alla morte di una di loro, Rosaria.

Donatella Colasanti, l’unica sopravvissuta

Donatella Colasanti, all’epoca dei fatti, aveva solo 17 anni. Dopo essere stata violentata e torturata per oltre un giorno, è riuscita a liberarsi fingendo di essere morta. L’immagine di Donatella Colasanti, sconvolta, nuda e coperta di sangue, mentre viene liberata da una Fiat 127, è diventata un’icona di quell’epoca e continua a suscitare forte impressione ancora oggi.

Dopo essere stata liberata, Donatella ha testimoniato contro i suoi aguzzini, contribuendo a farli condannare all’ergastolo. La sua testimonianza ha segnato un punto di svolta nella storia italiana, portando alla luce la brutalità del crimine e la necessità di giustizia.

Donatella è diventata un simbolo di coraggio e resilienza, continuando a vivere la sua vita nonostante le difficoltà. Ha condotto importanti battaglie, come quella per il riconoscimento dello stupro come reato contro la persona e non solo contro la morale pubblica.

Tuttavia, la sua vita è stata interrotta prematuramente il 30 dicembre 2005 a Roma, all’età di 47 anni, a causa di un tumore al seno. Nonostante la sua tragica morte, il suo coraggio e la sua lotta per la giustizia rimarranno per sempre un esempio di forza e determinazione.