Home Il rapporto della Dia sulle mafie in Italia: un’analisi per un pubblico di età compresa tra i 25 e i 60 anni

Il rapporto della Dia sulle mafie in Italia: un’analisi per un pubblico di età compresa tra i 25 e i 60 anni

La ‘ndrangheta, la camorra e la mafia in Sicilia continuano a dominare la scena criminale in Italia. Secondo la Relazione semestrale della Dia sui fenomeni di criminalità organizzata di tipo mafioso del II semestre del 2022, la ‘ndrangheta è presente in quasi tutte le regioni italiane e in molti paesi europei, australiani e americani. La sua struttura coesa e il forte radicamento nel territorio le permettono di infiltrarsi nei settori economici e produttivi. Anche la camorra si è evoluta, trasformandosi in “imprese mafiose” che si estendono anche all’estero per scopi di riciclaggio e reinvestimento. Le province di Napoli e Caserta sono i territori con la più alta densità mafiosa, dove i grandi cartelli camorristici gestiscono tutte le attività illecite e si infiltrano nell’economia legale. La mafia in Sicilia mantiene il controllo del territorio, attrattiva per i giovani che si uniscono alle famiglie mafiose. Nonostante le attività di contrasto, la mafia siciliana dimostra capacità di adattamento e continua a operare in tutta l’isola, con proiezioni anche in altre regioni italiane e all’estero. Anche in Puglia, le organizzazioni criminali si stanno evolvendo verso un modello di mafia degli affari, infiltrandosi nei circuiti economici e imprenditoriali grazie ai capitali illeciti provenienti dal traffico di droga e dall’estorsione. Le mafie pugliesi interagiscono anche con le mafie storiche, come la camorra e la ‘ndrangheta. In generale, le mafie continuano a rappresentare una grave minaccia per la società, infiltrandosi nella pubblica amministrazione, nell’economia legale e nel gioco d’azzardo online. È importante contrastare con determinazione queste organizzazioni criminali per garantire la sicurezza e la legalità del nostro Paese.

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