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Leo Gullotta: infanzia a Catania, Bagaglino e coming out

Leo Gullotta: infanzia a Catania, Bagaglino e coming out - ilvaporetto.com

Leo Gullotta: l’infanzia a Catania e l’influenza dei genitori

In un’intervista rilasciata a Renato Franco per il Corriere della Sera, Leo Gullotta, 78 anni compiuti lo scorso 9 gennaio, ha condiviso dettagli toccanti della sua infanzia a Catania, sua città natale. Cresciuto nel quartiere popolare del Fortino, Gullotta ha svelato: “Sono cresciuto in un quartiere popolare, papà pasticcere ci ha mandati tutti a scuola. Era un operaio, fu lui a portare la Cgil a Catania, per questo sono cresciuto attraversato da principi civili e sociali. Devi rispettare tutte le persone che hai davanti”. Ha inoltre descritto sua madre come “una casalinga, un generale, una classica rappresentante di quello che è stato sempre nel nostro Paese il matriarcato: era quella che mandava avanti la casa, pensava ai sei figli, alla scuola, a tirare dritto, a fare risparmi”.

L’infanzia a Catania negli anni ’50 e l’approccio al teatro

Parlando degli anni ’50 a Catania, Gullotta ha sottolineato: “Negli anni Cinquanta in una città come Catania non c’era nulla per noi ragazzi. La curiosità mi ha avvicinato al teatro”. Ha inoltre espresso il suo punto di vista sul ruolo delle donne in Italia, affermando: “Sappiamo che l’Italia storicamente è stata guidata dal matriarcato, anche nelle rivoluzioni. Se le donne sono più coraggiose degli uomini? Assolutamente sì, i maschietti sono sempre stati boriosi, hanno sempre voluto il comando, il potere, una parola che li affascina, ma poi…”.

Il Bagaglino e la discriminazione nell’ambiente lavorativo

Gullotta ha ricordato con affetto gli anni d’oro del Bagaglino, sottolineando il duro lavoro e la professionalità degli artisti coinvolti. Ha anche espresso disappunto riguardo all’uso dispregiativo del termine Bagaglino, definendo tale atteggiamento come “malafede”. Ha inoltre condiviso ricordi sul coinvolgimento dei politici, affermando: “I politici sono sempre stati facce di tolla, mica solo ora. Davanti ad ascolti straordinari, parliamo di milioni di spettatori, i politici di ogni schieramento facevano a gara per venire perché una serata lì valeva come una campagna elettorale”.

Discriminazione e diritti civili

Parlando di discriminazione, Gullotta ha rivelato: “Quando in un Paese democratico come l’Italia mi sono sentito dire: no guarda, tu non lavori con noi perché sei omosessuale. Quell’episodio mi fece molto male”. Ha inoltre condiviso il suo punto di vista sulle questioni LGBTQ+, affermando: “I diritti sono arrivati, ma moltissimo si deve ancora fare, non solo per gli omosessuali”. Ha anche menzionato un episodio in cui un funzionario Rai non volle che interpretasse padre Pino Puglisi perché era gay, sottolineando che “alla Chiesa non interessa assolutamente nulla di tutto questo”.

Inoltre, Gullotta ha parlato apertamente del suo coming out nel 1995 e della sua unione civile nel 2018 con il compagno di una vita, concludendo: “Fino ai 30 anni ho vissuto una vita eterosessuale, poi ho capito che la cioccolata non mi piaceva più: desideravo la crema, e così ho fatto”.