Home Intrattenimento Lory Del Santo: Lui che non ha incontrato l’orso bianco

Lory Del Santo: Lui che non ha incontrato l’orso bianco

Lory Del Santo ha deciso di vivere concentrata sul presente dopo la morte di suo figlio Conor. Nonostante la sua vita sia molto pubblica, lei afferma che il suo vero privato rimane privato. Apparire è la sua forza e non ha paura di bruciarsi, perché più si mangia una cosa buona, più se ne vorrebbe.

Tuttavia, la morte di Conor è stata un trauma gravissimo per Lory. Durante una puntata di Buona Domenica, mentre venivano trasmessi dei filmati di suo figlio, Paola Perego le ha detto: “Lory, è la tua vita questa”, ma lei è rimasta quasi impassibile. Si trattenne così tanto che non sentiva più i muscoli del viso. Lory ritiene che sia molto importante controllarsi, anche se non sempre è possibile, ma ci prova fino allo sfinimento. Vuole essere impenetrabile quando il dolore prende il sopravvento. Non aveva mai guardato quei video e quando hanno iniziato a trasmetterli si è chiesta se avrebbe dovuto guardarli o no. Ha capito che se l’avesse fatto sarebbe crollata, quindi ha puntato gli occhi altrove. Ha nascosto molte cose per non ricordare e si è chiesta se fosse giusto. È tornata alla tomba di Conor solo una volta, dopo i funerali, ma è stato così doloroso che non ha capito se l’avesse aiutata o no. Per Lory, dimenticare può significare anche non vedere, non sapere, non ricordare, non tornare indietro. Illudersi che il tempo cancelli è il credo, l’illusione che ha seguito.

Dal giorno in cui Conor non c’è più, Lory ha deciso di vivere concentrata sull’oggi e di trovare un motivo, anche stupido, per rendere ogni giorno bello. Al mattino si sveglia e si dice: “Non posso essere depressa perché oggi, per esempio, sono più giovane di quanto sarò domani”.

I risvegli sono difficili per Lory. Sono come quando si accende il computer e compaiono le icone una dietro l’altra. Arrivano cose brutte e lei le schiva. Dice che niente e nessuno deve rovinarle la giornata. La vita è un attacco continuo e Lory si sente nella sua fortezza e deve difendersi perché tutti intorno a lei le fanno del male. Ognuno che incontra sembra volerla uccidere e lei deve sopravvivere. Ha posizionato degli scudi intorno a sé e si difende.

Lory ha fatto dei trattati di pensiero su come non ricordare. Si è detta che forse quel fatto non è mai esistito, che è un’invenzione della sua mente. Può convincersi che è stato come vedere un film: poi esci e ne parli, ma quella cosa non esiste.

Durante l’intervista, Lory guarda le stampe delle foto di suo figlio che ha deciso di condividere. Le aveva nascoste seriamente e non le guardava da vent’anni. Dice che quella è lui, non pronuncia mai il nome Conor. Si interrompe e piange, girando la testa dall’altra parte. Dice che non deve guardarle perché vede cosa succede. Afferma di aver pianto tanto, ma ora basta. Per cinque anni non ha fatto altro che piangere.

Lory afferma che Eric Clapton ha scritto una bellissima canzone, “Tears In Heaven”, per non dimenticare Conor. Non ha il coraggio di ascoltarla perché è troppo terribile per lei. Pensava che fosse il regalo più grande che Clapton potesse fare a suo figlio. Lory ritiene che Clapton si sia comportato in maniera piuttosto originale come padre. Crede che nella vita ci sia anche il tempo del riscatto e sa che Clapton si sarebbe riscattato. Aveva già iniziato poco prima della tragedia, ma poi non c’è stato più tempo.

Lory e Clapton non si sono più sentiti dopo la morte di Conor. Lui vive in un silenzio mortale che ha ucciso anche la loro storia. Non riuscivano a trovare un modo per consolarsi. Clapton ha cercato di tornare, telefonava, ma era freddo. Lory non vedeva uno spiraglio. Si sono visti solo ai funerali, prima quello della nonna di Conor e subito dopo quello della madre di Conor. Entrambe sono morte poco dopo la tragedia.

Lory si sente in colpa per la morte di Conor. Stava salendo le scale per andarlo a vestire quando ha sentito il rumore di un fax che stava arrivando. Era a metà scala e ha deciso di scendere per prendere il fax anziché vestire suo figlio. Se non l’avesse fatto, se si fosse detta che doveva vestire suo figlio perché era più importante, non sarebbe successo. In quei pochi istanti in cui Lory è scesa, Conor è uscito dalla sua stanza ed è andato nell’altra, dove il cameriere aveva lasciato la porta finestra aperta. Lory pensa sempre a quel maledetto fax.

Dopo aver scoperto che Conor era caduto dalla finestra, Lory ha cercato di uccidere il cameriere, ma era un uomo senza cervello. Alla fine di quella giornata allucinante, le ha chiesto se sarebbe venuto il giorno successivo come al solito. Lory ha risposto “What?” e lui ha detto “I’m sorry”.

Clapton non c’era quando è successo, ma è arrivato dopo. Lory gli ha dovuto dire cosa era successo. Era venuto a prendere Conor per portarlo allo zoo di Central Park, ma non l’ha mai più visto.

Poco dopo la morte di Conor, Lory è rimasta incinta di Devin. Ha scoperto di essere incinta quando la storia con il padre di Devin era già finita. Era sola, disperata e senza denaro, ma ha pensato che la notte non dura mai per sempre. C’è un’incertezza sulla negatività che lascia spazio all’ottimismo. Se si gioca sempre il 20 al casinò, potrebbe anche uscire. Lory vede la vita in questo modo. Ha avuto il coraggio di girare l’angolo, anche se non sa cosa c’è dietro. Ha tenuto Devin e anni dopo ha avuto anche Loren, figlio di un’altra avventura già finita. Li considera due grandi regali.

Lory afferma che i figli sono delle donne e

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