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    Data pubblicazione: 04/06/2010     Codice Rif.: (4-07426)
La Posta elettronica certificata non ha superato la prima prova: problemi tecnici ed errori di sistema
 
Dell' On Elisabetta Zamparutti ( Pd ) ed altri

Al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione. - Per sapere - premesso che:
secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore di lunedì 31 maggio 2010, la prima prova sul campo per la posta elettronica certificata (Pec), lanciata dal Ministro interrogato il 26 aprile 2010, si chiude con un bilancio negativo: dall'indagine - condotta dal quotidiano per verificare l'efficienza del sistema - che ha previsto l'invio di 24 raccomandate elettroniche, emerge che sono state soddisfatte solo due richieste;
nelle intenzioni della funzione pubblica, la Pec dovrebbe servire per tutte le comunicazioni tra cittadini e pubblica amministrazione, ma molti uffici non sono ancora dotati dello strumento o non lo usano. Rimangono inoltre diversi problemi tecnici: gli indirizzi di alcune amministrazioni non sono stati abilitati a comunicare con le caselle dei cittadini;
l'inchiesta de Il Sole 24 Ore ha cercato di verificare cosa potrebbe accadere ai cittadini di quattro città italiane (Torino, Milano, Roma e Bari) che volessero servirsi della Pec per alcune istanze: richiesta di un certificato di residenza, del permesso di sosta per l'auto, estratto contributivo Inps, verifica dei pagamenti del bollo e stato del casellario giudiziale, oltre alla richiesta, inoltrata alla funzione pubblica, dell'elenco dei documenti che è possibile ottenere via Pec;
per ben 22 volte si sono verificati problemi di comunicazione. Nel dettaglio: impossibilità di inviare i messaggi (in nove casi, il 37,5 per cento), silenzio delle pubbliche amministrazioni (dieci volte, il 41,6 per cento) e assenza di una casella cui inviare le comunicazioni (tre volte, il 12,5 per cento). Dunque, nel 92 per cento dei casi la Pec non ha funzionato;
i problemi, in alcune occasioni, sono iniziati già nella fase di attivazione. Le

poste di Roma, ad esempio, hanno mostrato qualche lacuna. L'ufficio di via della Circonvallazione Nomentana in ben due occasioni non è riuscito a completare la procedura: una volta per problemi di connessione internet, la seconda per l'impossibilità di stampare la documentazione necessaria;
solo il comune di Roma e l'Inps di Roma Tiburtina hanno risposto in maniera celere alle richieste inoltrate da Il Sole 24 Ore (rispettivamente, un certificato di residenza e un estratto dei contributi versati);
molto più ricco, invece, il campionario dei casi negativi. Innanzitutto, la prova sul campo ha denunciato il problema di errori di sistema per cui, nonostante le molte realtà con un indirizzo Pec, non risulta possibile inviare messaggi. In particolare l'Aci che, insieme all'Inps, ha addirittura sperimentato per primo la Pec. A Milano, Torino, Roma e Bari, nonostante i vari tentativi, le mail non hanno mai raggiunto il destinatario. Dall'Automobil club, tuttavia, declinano qualunque responsabilità e fanno sapere che il problema è delle caselle di posta certificata pubblica, incapaci di dialogare con alcune tipologie di indirizzi mail, tra cui, appunto, quello Aci. Il problema, dopo la segnalazione, è stato comunque risolto dal Ministero;
la stessa impossibilità di inviare messaggi si è verificata anche con il comune di Bitonto a Bari e con quelli di Milano e Torino. Per quanto riguarda le mancate risposte, il caso più clamoroso è quello del Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione: tante mail inviate, tutte con regolare ricevuta di ritorno, ma nessuna risposta. Casi di inefficienza anche per i tribunali: a Roma, Torino e Milano, la richiesta di aggiornamento sullo stato del casellario giudiziale è caduta nel vuoto;
vi sono situazioni in cui gli istituti non possiedono ancora una casella Pec, come l'Agenzia per la mobilità di Roma, il tribunale e l'Inps di Bari, poiché preferiscono optare per metodi più tradizionali -:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza della situazione;
quali azioni intenda intraprendere per porre rimedio allo stato di inefficienza del sistema avviato: precisamente, come si intenda ovviare ai problemi tecnici ed errori di sistema, alle situazioni in cui le amministrazioni non sono state ancora abilitate a comunicare con le caselle dei cittadini e al silenzio delle pubbliche amministrazioni.

 


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