Al Ministro per la pubblica
amministrazione e l'innovazione. -
Per sapere - premesso che:
secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore di lunedì 31 maggio 2010, la
prima prova sul campo per la posta elettronica certificata (Pec), lanciata dal
Ministro interrogato il 26 aprile 2010, si chiude con un bilancio negativo:
dall'indagine - condotta dal quotidiano per verificare l'efficienza del sistema
- che ha previsto l'invio di 24 raccomandate elettroniche, emerge che sono
state soddisfatte solo due richieste;
nelle intenzioni della funzione pubblica, la Pec dovrebbe servire per tutte le comunicazioni
tra cittadini e pubblica amministrazione, ma molti uffici non sono ancora
dotati dello strumento o non lo usano. Rimangono inoltre diversi problemi
tecnici: gli indirizzi di alcune amministrazioni non sono stati abilitati a
comunicare con le caselle dei cittadini;
l'inchiesta de Il Sole 24 Ore ha cercato di
verificare cosa potrebbe accadere ai cittadini di quattro città italiane
(Torino, Milano, Roma e Bari) che volessero servirsi della Pec per alcune
istanze: richiesta di un certificato di residenza, del permesso di sosta per
l'auto, estratto contributivo Inps, verifica dei pagamenti del bollo e stato
del casellario giudiziale, oltre alla richiesta, inoltrata alla funzione
pubblica, dell'elenco dei documenti che è possibile ottenere via Pec;
per ben 22 volte si sono verificati problemi di comunicazione. Nel dettaglio:
impossibilità di inviare i messaggi (in nove casi, il 37,5 per cento), silenzio
delle pubbliche amministrazioni (dieci volte, il 41,6 per cento) e assenza di
una casella cui inviare le comunicazioni (tre volte, il 12,5 per cento). Dunque,
nel 92 per cento dei casi la Pec
non ha funzionato;
i problemi, in alcune occasioni, sono iniziati già
nella fase di attivazione. Le
poste di Roma, ad esempio, hanno mostrato qualche lacuna.
L'ufficio di via della Circonvallazione Nomentana in
ben due occasioni non è riuscito a completare la procedura: una volta per
problemi di connessione internet, la seconda per l'impossibilità di
stampare la documentazione necessaria;
solo il comune di Roma e l'Inps di Roma Tiburtina hanno risposto in maniera
celere alle richieste inoltrate da Il Sole 24 Ore (rispettivamente, un
certificato di residenza e un estratto dei contributi versati);
molto più ricco, invece, il campionario dei casi negativi. Innanzitutto, la
prova sul campo ha denunciato il problema di errori di sistema per cui,
nonostante le molte realtà con un indirizzo Pec, non risulta possibile inviare
messaggi. In particolare l'Aci che, insieme all'Inps, ha addirittura
sperimentato per primo la Pec.
A Milano, Torino, Roma e Bari, nonostante i vari tentativi,
le mail non hanno mai raggiunto il destinatario. Dall'Automobil
club, tuttavia, declinano qualunque responsabilità e fanno sapere che il
problema è delle caselle di posta certificata pubblica, incapaci di dialogare
con alcune tipologie di indirizzi mail, tra cui, appunto, quello Aci. Il
problema, dopo la segnalazione, è stato comunque risolto dal Ministero;
la stessa impossibilità di inviare messaggi si è verificata anche con il comune
di Bitonto a Bari e con quelli di Milano e Torino. Per quanto riguarda le mancate risposte, il caso più clamoroso è quello del
Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione: tante mail
inviate, tutte con regolare ricevuta di ritorno, ma nessuna risposta. Casi di
inefficienza anche per i tribunali: a Roma, Torino e Milano, la richiesta di
aggiornamento sullo stato del casellario giudiziale è caduta nel vuoto;
vi sono situazioni in cui gli istituti non possiedono ancora una casella Pec,
come l'Agenzia per la mobilità di Roma, il tribunale e l'Inps di Bari, poiché
preferiscono optare per metodi più tradizionali -:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza della situazione;
quali azioni intenda intraprendere per porre rimedio allo stato di inefficienza
del sistema avviato: precisamente, come si intenda ovviare ai problemi tecnici
ed errori di sistema, alle situazioni in cui le amministrazioni non sono state
ancora abilitate a comunicare con le caselle dei cittadini e al silenzio delle
pubbliche amministrazioni.