Home Proteste pe il comunicato Rai Pro-Israele a Domenica In: opposizioni criticano

Proteste pe il comunicato Rai Pro-Israele a Domenica In: opposizioni criticano

Il comunicato a favore di Israele letto durante la trasmissione Domenica In ha sollevato un’ondata di critiche da parte dell’opposizione politica. Il PD, il M5S e Alleanza Verdi-Sinistra hanno contestato il messaggio pronunciato dopo le proteste dell’ambasciatore israeliano riguardo alle dichiarazioni di Ghali al Festival di Sanremo. La presidente della Vigilanza Rai, Barbara Floridia, ha dichiarato: “Non è questo lo spirito del servizio pubblico”.

Contestazione del comunicato

Il comunicato trasmesso su Rai 1, letto da Mara Venier e firmato dall’amministratore delegato Roberto Sergio, ha suscitato polemiche per la sua posizione a sostegno di Israele in risposta alle parole di Ghali. L’artista aveva espresso la sua opinione sul “genocidio” durante il festival, scatenando la reazione dell’ambasciatore israeliano Alon Bar, che lo ha definito “vergognoso”. L’opposizione ha criticato il testo del comunicato per non aver menzionato le vittime civili palestinesi.

Reazioni dell’opposizione

Barbara Floridia del M5s ha sottolineato che ogni artista dovrebbe essere libero di esprimere le proprie opinioni, criticando il comunicato Rai per non aver mantenuto l’equilibrio nella trattazione della situazione. Il deputato del PD Marco Furfaro ha evidenziato l’importanza della libertà di espressione e ha criticato la censura implicita nel comunicato. Anche Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana ha condannato l’interferenza dell’ambasciatore israeliano sulle opinioni degli artisti.

Richiesta di scuse e rettifiche

L’opposizione ha chiesto alla Rai di scusarsi con le autorità israeliane e di adottare misure correttive. Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha dichiarato che l’azienda televisiva ha perso un’occasione importante e che dovrebbe riconoscere le giuste proteste dell’ambasciatore israeliano.

La polemica

La polemica generata dal comunicato Rai dimostra la sensibilità e la complessità delle questioni geopolitiche anche nel contesto dell’intrattenimento televisivo. La libertà di espressione degli artisti e l’imparzialità dei media rimangono al centro del dibattito.