Marco Bassano: vivere dove il mondo ha più bisogno di te

Emiliano Belmonte

di Emiliano Belmonte

Marco Bassano: vivere dove il mondo ha più bisogno di te

Ci sono professioni che non si raccontano attraverso un ufficio o una scrivania. Si misurano nei Paesi attraversati, nelle istituzioni con cui si collabora e nella capacità di lavorare ogni giorno tra culture, lingue e realtà profondamente diverse. Per Marco Bassano, la cooperazione internazionale non rappresenta semplicemente una carriera, ma una scelta di vita che negli anni lo ha portato a operare tra il Segretariato delle Nazioni Unite, UNDP e UNICEF, alternando incarichi presso le sedi centrali e missioni in alcuni dei contesti più complessi del mondo.

Lo Yemen: molto più di una destinazione professionale

Quando si parla di Yemen, il pensiero corre inevitabilmente alla crisi umanitaria che da anni interessa il Paese. Per chi vi lavora, però, esiste anche un’altra realtà: quella delle persone che continuano a garantire servizi essenziali, delle istituzioni che affrontano sfide quotidiane e delle organizzazioni internazionali impegnate a coordinare gli interventi a favore della popolazione.

È questa la dimensione che Marco Bassano ha conosciuto lavorando nell’Ufficio del Rappresentante dell’UNICEF in Yemen, contribuendo alla pianificazione delle priorità programmatiche, al dialogo con il sistema delle Nazioni Unite e al raccordo con partner istituzionali nazionali e internazionali. Un lavoro spesso poco visibile, ma fondamentale per trasformare decisioni strategiche in attività operative.

La cooperazione internazionale come esperienza di vita

Chi lavora nelle organizzazioni internazionali sa che ogni giornata può essere diversa dalla precedente.

Una riunione con il vertice di un’organizzazione può essere seguita da un confronto con altre agenzie delle Nazioni Unite, dalla preparazione di una missione istituzionale o dall’analisi di questioni che richiedono decisioni rapide in contesti di emergenza.

È un lavoro che richiede capacità di adattamento, ascolto e sensibilità culturale, qualità che diventano parte integrante della vita quotidiana molto prima che del percorso professionale.

Le storie che non finiscono nelle cronache

Le fotografie raccontano visite istituzionali, incontri ufficiali e missioni sul campo. Ma dietro ogni immagine esistono settimane di preparazione, analisi, coordinamento e dialogo tra organizzazioni internazionali, governi e partner locali.

È una dimensione spesso invisibile al grande pubblico, nella quale la capacità di costruire relazioni di fiducia e favorire la collaborazione tra interlocutori diversi rappresenta una componente essenziale del lavoro.

Viaggiare significa comprendere

Per chi sceglie una carriera internazionale come quella di Marco Bassano, il viaggio assume un significato diverso. Non è una parentesi, ma una continua occasione di apprendimento.

Ogni Paese permette di comprendere più a fondo dinamiche politiche, sociali e culturali differenti, contribuendo a sviluppare quella capacità di adattamento e quella prospettiva internazionale che oggi rappresentano elementi sempre più importanti nel lavoro delle organizzazioni multilaterali.

Il futuro passa dalle persone

Oggi Marco Bassano prosegue il proprio percorso professionale presso la sede centrale dell’UNICEF a New York, mettendo a frutto l’esperienza maturata tra il Segretariato delle Nazioni Unite, UNDP e il lavoro sul campo nello Yemen.

Le competenze tecniche restano fondamentali, ma ciò che emerge con maggiore forza è la convinzione che la cooperazione internazionale sia prima di tutto un lavoro di ascolto, dialogo e costruzione di relazioni tra persone, istituzioni e organizzazioni.

In un’epoca in cui le crisi globali sono sempre più interconnesse, esperienze come la sua mostrano come il contributo di professionisti italiani nelle organizzazioni internazionali possa favorire il dialogo, il coordinamento e la ricerca di soluzioni condivise a beneficio delle comunità più vulnerabili.