Trump sottoscrive l’intesa con l’Iran a Versailles, il memorandum entra in vigore
La Casa Bianca conferma la sottoscrizione del documento che punta a fermare la guerra. L’intesa, siglata elettronicamente dalle due parti, sarebbe già entrata in vigore.
Il memorandum tra Stati Uniti e Iran per mettere fine alla guerra è stato firmato anche da Donald Trump. La conferma è arrivata dalla Casa Bianca nelle ore successive alla conclusione del G7 di Evian, mentre nuove ricostruzioni hanno chiarito tempi e modalità della sottoscrizione.
Secondo Axios, il presidente americano avrebbe firmato personalmente una copia dell’accordo a Versailles, durante una cena con il presidente francese Emmanuel Macron. Il documento era stato già sottoscritto per via elettronica dai rappresentanti dei due Paesi e, con il completamento della procedura, sarebbe ora formalmente in vigore.
Un funzionario statunitense ha riferito che la firma digitale era stata apposta domenica dal vicepresidente JD Vance e dal presidente del Parlamento iraniano Mohammad Baqer Qalibaf, alla presenza di Trump. Il passaggio successivo avrebbe riguardato la firma personale del presidente degli Stati Uniti.
L’Iran conferma l’intesa firmata online
Anche Teheran ha confermato la formalizzazione del memorandum. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato alla televisione pubblica Press TV che entrambe le parti hanno completato la firma elettronica del documento.
La notizia, rilanciata anche da Al Jazeera, segna un passaggio politico rilevante nei rapporti tra Washington e Teheran. Il memorandum dovrebbe aprire la strada alla cessazione delle ostilità, anche se molti dettagli sulle condizioni applicative e sui controlli previsti non sono ancora stati resi pubblici.
Tra i temi più importanti collegati all’accordo c’è la situazione dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più delicati per gli equilibri energetici mondiali. La riapertura dello stretto permetterebbe di ripristinare gradualmente la navigazione e di avviare una missione europea di sorveglianza e sminamento sostenuta soprattutto da Francia e Regno Unito.
Il dossier iraniano ha avuto un ruolo centrale anche durante il G7 di Evian. I leader hanno discusso delle conseguenze della guerra, della sicurezza delle rotte commerciali e delle garanzie necessarie per evitare una nuova escalation.
Trump ha presentato il risultato come una vittoria politica della sua amministrazione. Nel corso di una lunga conferenza stampa, il presidente americano ha definito il vertice un grande successo e ha sostenuto che l’accordo con Teheran avrebbe consentito agli Stati Uniti di raggiungere gli obiettivi fissati senza proseguire con i bombardamenti.
Il presidente ha ribattezzato l’intesa “Accordo Trump”, insistendo sul fatto che gli alleati del G7 avrebbero sostenuto la scelta di interrompere le operazioni militari. Secondo il capo della Casa Bianca, nessuno dei leader presenti avrebbe chiesto agli Stati Uniti di continuare gli attacchi.
Trump avverte Teheran e rivendica il ruolo degli Stati Uniti
Nonostante la firma del memorandum, Trump ha mantenuto un tono minaccioso nei confronti dell’Iran. Il presidente ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero tornare a colpire se Teheran non rispettasse quanto previsto dall’accordo.
Trump ha sostenuto che la campagna militare avrebbe distrutto una parte decisiva delle capacità iraniane e impedito al Paese di arrivare alla bomba atomica. Ha anche affermato che la nuova leadership sarebbe meno radicale rispetto al passato e più disponibile a trattare con Washington.
Durante l’incontro con la stampa, il presidente americano ha nuovamente criticato l’accordo sul nucleare firmato nel 2015 dall’amministrazione Barack Obama. Secondo Trump, quella intesa avrebbe permesso all’Iran di avvicinarsi legalmente alla costruzione di un’arma nucleare e avrebbe danneggiato la sicurezza di Israele.
Il presidente ha ribadito il rapporto stretto con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, ma ha anche espresso alcune riserve sulle reazioni militari di Israele. Trump ha osservato che Netanyahu, in certe occasioni, avrebbe risposto in maniera eccessiva agli attacchi provenienti da Hezbollah o da altri gruppi vicini all’Iran.
Nel corso della conferenza stampa sono arrivati anche ringraziamenti a Xi Jinping e Vladimir Putin, definiti neutrali durante la guerra. A giudizio di Trump, la posizione mantenuta da Cina e Russia avrebbe semplificato il lavoro diplomatico degli Stati Uniti.
Il G7 ha affrontato anche la guerra in Ucraina. I Paesi partecipanti hanno ribadito il sostegno a Kiev e la volontà di aumentare la pressione su Mosca. Il presidente francese Macron ha parlato di un vertice capace di rilanciare la cooperazione tra le principali potenze occidentali.
Il capo dell’Eliseo ha descritto il risultato come un “momento Evian”, indicando una fase nuova nei rapporti tra Trump e gli alleati europei. La firma dell’accordo con l’Iran sarà ora valutata soprattutto sulla sua applicazione concreta e sulla capacità di evitare una nuova ripresa delle ostilità.




